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tmw / milan / L'Angolo di Calcio2000
Perché siamo così legati ai campionissimi del passato?TUTTO mercato WEB
Oggi alle 06:00L'Angolo di Calcio2000
di Fabrizio Ponciroli

Perché siamo così legati ai campionissimi del passato?

Fa più notizia una dichiarazione di Totti che un guizzo di Mbappé. Perché mai? C’è più attenzione per i campioni del passato che per quello del presente, almeno per chi ha diverse primavere sulle spalle. Pensate ai tifosi rossoneri: in tantissimi rimpiangono l’era degli Invincibili. La formazione della Juventus Campione d’Europa di Lippi è conosciuta a memoria da chi ama i colori bianconeri. Potrei andare avanti all’infinito con tanti altri esempi. E poi i campionissimi… Platini, Falcao, Zico per poi passare a Ronaldo (il Fenomeno), Zidane, Kakà e via dicendo. Solo citare i loro nomi si prova un forte senso di nostalgia. Forse sono condizionato dai tanti documentari, a tema sportivo, che sto vedendo ultimamente, come quello dedicato al 1996 di Del Piero, ma mi mancano i miei eroi di un tempo. Da un certo punto di vista è anche normale. Quando si avanza con gli anni, si ricorda con più piacere i momenti più felici della propria vita che, solitamente, riguardano la propria infanzia. Calcisticamente parlando, le prime vittorie e i primi campionissimi diventano attimi indimenticabili, un sicuro rifugio quando le cose, sempre sportivamente parlando, vanno male. Questo è una solida chiave di lettura ma non l’unica. Non so se è sempre colpa dell’età non più freschissima ma ho la sensazione che i campionissimi di oggi siamo meno… reali. Si pensi a Jamal. Chi lo può avvicinare se non fortunatissimi e danarosi personaggi. Per i normali fan è una sorta di mito, praticamente inarrivabile. Forse è più facile trovare una sua card autografata che incontrarlo per strada o al termine di un allenamento e farsi fare un autografo sulla maglia che si indossa. Ecco, anche questo ci lega ai campioni del passato in maniera diversa e profonda. Ricordo sempre un divertente aneddoto. Tanti anni fa un amico, per fare contento un super tifoso di Roberto Baggio alle prese con dei problemi di salute, è andato a Torino (il Divin Codino allora giocava alla Vecchia Signora), fuori dall’allora sede della Juventus e ha chiesto a Roby Baggio se potesse fargli un grande regalo: una sua maglia autografata per quella persona che stava attraversando un momento non facile. Bene, senza fare domande, quella maglia è arrivata ed ha raggiunto il suo scopo ultimo. Non dico che Yamal (prendo lui come esempio a nomi di tutti i campionissimi di oggi) non lo farebbe ma credo sarebbe molto più complicato e non così… genuino. Ecco, i campioni del passato mi sembravano più genuini. C’era meno attenzione mediatica, meno business e, di conseguenza, un rapporto più reale tra il campionissimo e i suoi fan. Ora è tutto diverso. Va beh, editoriale “pacco” ma oggi mi andava così. Colpa della partita NBA vista a Londra. Gli americani ci sanno fare alla grande con il business…