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Gianluca Galliani: "La coesione del gruppo è stata la forza del Milan di Berlusconi"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 16:45Serie A
di TMWRadio Redazione

Gianluca Galliani: "La coesione del gruppo è stata la forza del Milan di Berlusconi"

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Gianluca Galliani, figlio del grande direttore Adriano, ha ricordato a TMW Radio, durante Maracanà, la presidenza Berlusconi al Milan a 40 anni dall'ascesa: "Ho avuto la fortuna di viverlo proprio da dentro. Quando decisero di comprare il Milan, si era tutti in vacanza insieme. E poi sono stati anni meravigliosi. Ringrazio il presidente Berlusconi e mio padre per vivere dal di dentro questi anni fantastici, che mi porterò sempre nel cuore. I titoli parlano meglio di me, è stata un'epopea fantastica, si è scritta la storia del calcio mondiale. E' il gruppo più vincente, e non è stato a caso. Sono state fatte cose straordinarie. Oggi c'è molta fretta nel calcio di cambiare, invece la grande intuizione di Berlusconi è stata di passare momenti anche difficili tutti insieme. Il segreto è stata la coesione, non c'era il problema di mandare via tutti. E questo ha creato un grande ciclo vincente. Cambiare in continuazione non fa bene". E ha raccontato un aneddoto: "Mi ricordo il suo amore sconfinato per Borghi, mio padre, Braida e Sacchi volevano invece Rijkaard. Il presidente comprò anche Borghi e lo mandò in prestito al Como ma accettò la volontà di mio padre e Sacchi. Il momento indimenticabile? Difficile dirlo, di sicuro la prima Champions a Barcellona. La più grande gioia poi la finale del 2003 con la Juve, con la doppia semifinale contro l'Inter e dove forse non avevamo la rosa più forte". Mentre sul Milan di oggi e il calcio attuale: "Sul calcio dico che credo abbia preso una direzione chiara, il calcio vedrà un aumento dei ricavi esponenziale per le grandi squadre che fanno le grandi competizioni. Saranno sempre più forti e con forte ricavi, e potranno allestire grandi rose, per le piccole ci sarà sempre meno spazio. Non mi piace questa via intrapresa. Le competizioni nazionali scenderanno di livello, sarà un calcio più di èlite, dove si giocherà tantissimo e ci si dovrà attrezzare con rose, anche per gli infortuni. Sul Milan dico che sono cresciuto a Milanello, lo amo in maniera viscerale, il mio cuore mi porta sempre a vedere il bello. Non credo faccia bene tutta questa negatività sul Milan e sulla Serie A. E' evidente che in un contesto dove i livelli economici si alzano, dove scompaiono i presidenti tifosi ma ci sono quelli che fanno business, credo che la squadra vada sempre sostenuta. Queste proprietà debbano avere un grande rispetto per i tifosi e mettere sempre al centro la loro passione, avendo delle bandiere, dei giovani dei propri vivai. E' un calcio che si sta staccando dalla gente". E poi sul caso di cronaca di queste ore ha aggiunto: "La grazia a Kalulu? Per quello che è successo sì, per Gravina e la Federazione, visto che di errori se ne vedono tanti, il rischio è di dare tante altre grazie in futuro. Kalulu se la meriterebbe, ma capisco i grattacapoi di chi dovrebbe prendere quewsta decisione, perché creerebbe un precedente".