I rimpianti del Milan sono a destra. Ma qui non si parla di politica (anche se pure quella...)
Prima il pareggio contro il Como, poi la sconfitta contro il Parma: il Milan è uscito con un solo punto sui sei disponibili dal doppio confronto casalingo in quattro giorni. I rossoneri speravano fossero le gare dell'avvicinamento, sfruttando anche magari l'impegno nei playoff di Champions League dell'Inter, ma i nerazzurri non hanno sbagliato, Leao e compagni sì.
Punti persi
E, purtroppo per il Milan, non è certo la prima volta che si perdono tanti troppi punti con le piccole: i rossoneri hanno raccolto solo 31 punti contro le ultime dieci della classifica in 14 partite, cioè con 42 punti a disposizione, perdendo diverse punti contro Pisa (4 punti su 6), Fiorentina (4 punti su 6), Cremonese (0 punti su 3) e Parma (1 punto su 6). Alcune di queste gare sono state, tra l'altro, condizionate da episodi dubbi arbitrali, a cominciare, ovviamente, dall'ultima contro i ducali. La parte destra della classifica fa male al Milan, ma qui non si parla di politica. O forse sì, se si tratta del proverbiale peso politico che il Milan, con questa dirigenza, non ha più da tempo.
Il prossimo futuro
La macchina rossonera, guidata da Allegri, ha dimostrato, comunque, di saper viaggiare a ritmi alti e costanti, non bene ma benissimo. Per questo motivo ritrovare compattezza, fame e concentrazione è la chiave per rimettersi in marcia. La Champions a questo punto non è più un obiettivo, ma quasi un obbligo. E dipende solo dal Milan.
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