Inter: una brutta caduta. Milan: le inutili considerazioni su Allegri (e su Landucci). Juve: confermare Spalletti è l’unica soluzione. Napoli: una illogica ingiustizia. E pensieri su Gasp, Cuesta, Fiorentina, Sanremo…
Parappapappaparà, ecco qui il vostro editoriale da Sanremo, pensa te.
Quanto ve ne fotte del Festival da 1 ai Jalisse? Forse 1, forse i Jalisse, ma poco conta: son tutti concentrati sulla rava e la fava dell’Ariston, e nonostante tutto difficilmente distolgono l’attenzione dalle nostre amatissime “cose del calcio”. Siamo pur sempre italiani medi.
E procediamo con le nostre perdibili riflessioni, 30 velocissime come i brani in gara.
1. Il Napoli post Bergamo è incazzato e ne ha ben donde. Non tanto per l’errore dell’arbitro di campo sul gol di Gutierrez, quanto per il mancato intervento del Var per sanarlo. Mi spiego: nell’era in cui il Var interviene per qualunque piccineria, non può non farlo in questo caso. Oppure può decidere di non farlo, ma allora non toglie nemmeno il rigore a Hojlund nel primo tempo. Si chiama coerenza.
2. Il Milan esce con le ossa rotte dal match con il Parma. La celebre trasmissione Open Var dice che il gol degli emiliani è regolare, a prescindere dalle legittime opinioni di tutti quanti il dato di fatto è che i rossoneri non sono riusciti a buttarla dentro. E questo nonostante un pressing asfissiante e però poco lucido. La concretezza è stato il vero problema del Milan domenica.
3. Allegri lo sa, Landucci pure. Complimenti al secondo, eccellente in conferenza stampa: laddove tutti i suoi colleghi si sarebbero lamentati, lui non ha accampato scuse. Questo è realmente un grande merito di Allegri e del suo staff.
4. Dopo casi come quello visto a San Siro, in genere, ci mettono la faccia i dirigenti. Lo fanno praticamente tutti i club. Il Milan no. I tifosi si domandano “perché?”.
5. In ogni caso il lavoro di Allegri resta eccellente. Dopo il ko son già partiti i processi, ma la verità è che - al momento - è il ritmo dell’Inter a fare la differenza, il Milan ha fatto e sta facendo il suo dovere.
6. In bocca al lupo a Ruben Loftus-Cheek, centrocampista rossonero. Ci sono infortuni e infortuni, questo per dinamica e conseguenze è stato davvero brutto e sfortunato come pochi.
7. Per mesi abbiamo criticato il calcio di Carlos Cuesta e del suo Parma. E abbiamo sbagliato. Un tecnico è bravo quando riesce a trasmettere le proprie idee alla sua squadra, qualunque esse siano. Carlos Cuesta, 30 anni, prima stagione in Serie A, ci è riuscito benissimo.
8. Il Pisa ha già un piede in B. Questo però non significa che gli errori fatti ai suoi danni dal fischietto di turno non contino nulla. Li abbiamo visti, non ne ha parlato nessuno: un grande classico.
9. Kean si è risvegliato. E non casualmente lo ha fatto dopo un mercato di riparazione, quello della Fiorentina, certamente ben eseguito. Sono arrivati i rinforzi, la squadra è tornata ad avere un’identità. Buone notizie per i viola. E anche per Gattuso.
10. Oggi la Juve tenta un’impresa non semplice per un motivo in particolare: nelle ultime due settimane - match di San Siro a parte - questo gruppo è sembrato molte cose, ma nessuno assomigliava a una qualunque parvenza di “vera Juve”.
11. Il Galatasaray sulla carta è squadra più debole dei bianconeri, ma poi vai a vedere là davanti e i turchi hanno giocatori come Osimhen, Icardi, Lang. Spalletti a gennaio aveva chiesto una punta, non gliel’hanno data.
12. Si mette in discussione il rinnovo del contratto dell’uomo di Certaldo. Ripartire da un altro tecnico non farebbe altro che rimandare la rinascita di una squadra che ha bisogno come il pane di continuità. Mille volte meglio Spalletti con un gruppo rinnovato che questo stesso gruppo con un nuovo tecnico.
13. Il Como ha battuto la Juve perché, al momento, è più forte e più squadra dei bianconeri. È una frase molto forte, me ne rendo conto, ma dopo 26 giornate di campionato è anche la verità. L’unico vero problema dei lariani? La mancanza di esperienza: nei finali di stagione fa spesso la differenza.
14. I fischi a Bastoni sono legittimi, per carità. Il fatto che vengano parzialmente innescati da boiate dette da pensatori dotati di intelletto, invece, è parecchio triste.
15. L’orrendo paradosso del Torino in zona salvezza è che quantomeno, per una volta, sta regalando un brivido ai suoi tifosi. Solo che, legittimamente, speravano fosse un brivido di tutt’altra specie.
16. Il Verona che rinuncia a Giovane e spera nell’ennesimo miracolo di Sogliano si è condannato all’agonia. I miracoli, per definizione, non riescono sempre.
17. Gasperini è veramente bravo. Ha un carattere che te lo raccomando, ma se porta la Roma in Champions ne ha fatta un’altra davvero enorme.
18. Non ho molte altre cose da dire, devo essere sincero.
19. Attendiamo di vedere come finisce a San Siro.
20. Ditonellapiaga mica male, buon pezzo, bel ritmo.
21. Ma io preferisco Fulminacci e Chiello.
22. E comunque vincerà la Brancale.
23. Can Yaman tamarro come pochi, ma simpatico.
24. Carlo Conti rallenta, sembri la Lollobrigida nei 500.
25. A proposito, è stata una grande olimpiade: brava Italia (azzurri e organizzatori).
26. L’Inter è uscita ai “sedicesimi” di Champions sotto i colpi del Bodo. Il Bodo, non il Barcellona di Guardiola. Il Bodo ha stra-meritato, l’Inter abbandona il trofeo più importante perché ha gestito male il doppio turno. Una pessima notizia per il calcio italiano, ma non bisogna nemmeno sorprendersi: le nostre squadre sono questo, magari possono ambire a un quarto di finale se tutto proprio va bene, non molto di più. L’Inter negli ultimi anni ha abituato tifosi e avversari alle finali, ovvero a casi eccezionali che rivedremo chissà fra quanto.
27. L’Inter ha una buona occasione per far dimenticare questa brutta eliminazione, passa dal campionato, a questo punto obiettivo imprescindibile.
28. Kabir Bedi è un figo.
29. Max Pezzali è un mito.
30. Questo Sanremo, mah, boh, insomma.
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






