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La lezione di Marotta ai suoi colleghi due giorni dopo il clamoroso errore. Juventus e Atalanta per continuare a smentire una 'comoda' bugia (e fare meglio di un anno fa)TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 00:01Editoriale
di Raimondo De Magistris

La lezione di Marotta ai suoi colleghi due giorni dopo il clamoroso errore. Juventus e Atalanta per continuare a smentire una 'comoda' bugia (e fare meglio di un anno fa)

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per TMW dal 2008, è stato vicedirettore per 10 anni. Inviato al seguito della Nazionale, conduttore per Radio Sportiva
L'errore del direttore di gara Federico La Penna in occasione del secondo cartellino giallo a Pierre Kalulu è stato clamoroso. L'esultanza di Alessandro Bastoni dopo una simulazione che ha indotto l'arbitro all'errore è stata semplicemente deprecabile. Togliendo il contorno e ripartendo dai fatti, sono questi i due episodi peggiori che hanno caratterizzato un derby d'Italia che a distanza di tre giorni è ancora protagonista di veleni e polemiche. Quelli della seconda ammonizione al difensore francese sono stati i secondi che hanno cambiato il volto di una delle partite più attese dell'anno, di un 3-2 che spiana la strada alla definitiva fuga dell'Inter. Un episodio pesantissimo, probabilmente il più controverso della stagione. Da ieri però il vento è cambiato. Di cosa s'è parlato per tutta la giornata? E chi ha rubato la scena a tutti gli altri per spostare la discussione su un altro piano? Già, proprio lui: il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta. Quella di ieri è stata la giornata del presidente dell'Inter e piaccia o non piaccia anche ieri ha dimostrato perché è oggi il dirigente italiano più quotato. Il più scaltro, il più vincente. Perché Marotta nonostante fosse la sua la squadra in difetto non ha fatto un passo indietro, ma due avanti. Ieri è stato protagonista dell'Assemblea di Lega, ha tenuto una conferenza stampa in mattinata e poi ha riparlato anche la sera. Ha rilasciato dichiarazioni su dichiarazioni per dire sì, che i due episodi ci sono stati, ma poi soprattutto che Bastoni è stato vittima di una ingiustificata gogna mediatica. Che di simulazioni ne è pieno il calcio, che anche l'Inter in passato ha subito torti arbitrali. Che in fondo l'Inter viene attaccata solo per invidia dati i suoi recenti successi. E i fatti? Quelli ieri sono passati in secondo piano. Mentre altri dirigenti facevano scena muta, Marotta rubava la scena e parlava a colazione, a pranzo e a cena per riportare la discussione su un piano più congeniale al racconto nerazzurro. Lo faceva perché piaccia o non piaccia i dirigenti bravi agiscono così: spostano l'attenzione, depistano, fanno tutto ciò che è utile per alleggerire il carico sulla loro squadra. Il presidente dell'Inter ieri ha dimostrato una volta di più che questo lavoro lo sa fare benissimo. Altri, invece... In tutto questo stasera riparte la Champions e l'Italia sarà subito protagonista con gli impegni di Atalanta e Juventus. Stagione simile quella di queste due squadre, in ambedue i casi l'obiettivo è quello di fare meglio rispetto a un anno fa. Entrambe infatti nella scorsa stagione salutarono questa competizione proprio nel turno play-off: i nerazzurri contro il Club Brugge, i bianconeri col PSV. Furono le due partite che fecero capire una volta di più a Gasperini che il suo ciclo a Bergamo era concluso, furono i due match che spianarono la strada all'esonero di Thiago Motta. Quest'anno si spera la musica sia diversa anche perché sia la Juventus che l'Atalanta, dopo aver steccato un allenatore, danno l'impressione di aver svoltato nella giusta direzione. Di aver appena aperto un ciclo dopo la decisione di cambiare tecnico a stagione in corso. Luciano Spalletti e Raffaele Palladino ci stanno infatti dicendo che spesso cambiare allenatore durante l'anno serve, eccome che serve. Che spesso il 'serve avere più fiducia negli allenatori' è solo una comoda bugia che ci raccontiamo ma che non ha attinenza con la realtà. Nel caso di Juventus e Atalanta proprio il cambio di guida tecnica è stato il punto di svolta in positivo della stagione. Di una stagione che ora entra nel vivo col ritorno della Champions League: per entrambe l'obiettivo è fare meglio di un anno fa.