Tra Allegri e il Milan è gelo totale. A fine stagione può arrivare il divorzio, trema anche Tare
Dodici mesi fa aprile gettava le basi per il matrimonio tra Max Allegri e il Milan che poi arrivò ufficiale il 30 maggio, con un orizzonte fissato al 2028. Oggi, quel legame è un castello di carta che trema sotto i colpi di un’incompatibilità ormai manifesta. Come puntualizza il Corriere dello Sport, non è una questione di punti - il Milan naviga al terzo posto a quota 63, difendendosi dagli assalti di Juve e del sorprendente Como di Fabregas - ma soprattutto di feeling. In questo senso, Allegri sta sì centrando l’obiettivo Champions, ma il silenzio dei vertici pesa più di una sconfitta.
Nello spogliatoio il tecnico fa quadrato, mentre nei corridoi di via Aldo Rossi il triumvirato Furlani-Moncada-Ibrahimovic valuta un ribaltone. Il destino di Max, inoltre, appare legato a doppio filo a quello di Igli Tare: se cade il tecnico, cade il DS. Il mercato dei procuratori è già in fermento; si sussurrano nomi per la scrivania, da Giuntoli a Benatia, mentre per la panchina cresce la suggestione Vincenzo Italiano, magari in coppia con D’Amico.
Ma attenzione alle vie di fuga del tecnico livornese. Se anche arrivasse il pass per l'Europa che conta, potrebbe essere lui a sbattere la porta, stanco di un management che non lo ha mai realmente blindato. All'orizzonte si staglia l'azzurro della Nazionale (se la FIGC chiamerà) o l'ombra del Napoli, qualora De Laurentiis dovesse dire addio a Conte. La realtà però adesso ci racconta che tra il Milan e Allegri il gelo è totale.
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