Roma, quello di Gasperini è un chiaro segnale per la prossima stagione. O lui o Ranieri
La commozione di Gian Piero Gasperini è solo la punta dell'iceberg di quanto è successo nella conferenza stampa di ieri del tecnico piemontese. Perché in corso c'è qualcosa di altro, una sorta di guerra iniziata dopo l'eliminazione in Europa League e che sta continuando nonostante il monito dei Friedkin di abbassare i toni. C'è stata invece un'escalation, soprattutto dopo l'attacco di Claudio Ranieri prima della sfida contro il Pisa, una settimana fa. Questo conflitto era strisciante oramai da mesi, perché prima la dicotomia sembrava con Massara, con l'ex allenatore come figura di garanzia. Ora però la situazione è molto differente rispetto a prima.
Delle due l'una: o Gasperini rimane, con quasi certi addii di Massara e Ranieri, oppure anche il tecnico può salutare. Certo, sarebbe da capire qual è il margine dell'accordo soddisfacente per ambo le parti: l'allenatore ha due anni di contratto a 5,5 milioni di euro più bonus. A quel punto o un esonero, o una buonuscita, tertium non datur (a meno di non trovare un accordo con un altro club ma non sarebbe da escludere almeno un anno sabbatico).
Forse nemmeno Gasp poteva pensare di avere la piazza dalla sua parte. In una città dove le voci si moltiplicano - e quasi tutti hanno i propri buoni uffici con il club - il fatto che Malen e Wesley fossero scelte dell'allenatore e non della società ha certificato la lungimiranza e la bontà delle intuizioni. Facendo pendere, forse stranamente, la bilancia dalla sua parte.
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