Zazzaroni attacca il Milan: "Quando decide di comportarsi da società? Chi è il capo?"
Ivan Zazzaroni non usa mezzi termini nel suo editoriale e punta il dito contro la gestione del Milan, mettendola a confronto con altre realtà del campionato. La domanda è diretta e provocatoria: “Il Milan quando decide di comportarsi da società?”. Il confronto parte dalla Roma, dove “la temperatura da venerdì è elevatissima”: Ranieri ha parlato prima di “anno zero” e poi ha chiarito che “la proprietà non ha chiesto la Champions”. Gasperini, invece, non si è nascosto: “Punto alla Champions”, un obiettivo dichiarato apertamente.
Diverso il discorso in casa rossonera, dove – secondo Zazzaroni – regna confusione: “Non si capisce ancora chi sia il capo”, nonostante Cardinale abbia ribadito “qui comando io e questa è casa mia”. Allegri, dal canto suo, “ha ripetuto più volte che il traguardo indicatogli è la Champions”, pur finendo nel mirino di critiche eccessive per una squadra che qualcuno considerava “addirittura da scudetto”.
Il focus si sposta poi sulla dirigenza: “Il management rossonero ha altro da fare”, con Ibra che “si occupa dei social personali” e Scaroni che “si fa inquadrare dalle telecamere”, mentre gli altri restano “muti come pesci”.
Zazzaroni riconosce responsabilità ma anche meriti ad Allegri: “Se riuscirà a portare a casa altri 10 punti su 18 avrà fatto quello che gli era stato chiesto, un mezzo miracolo”. In caso contrario, spazio alle critiche, “per la gioia dei tanti topi”. Una chiusura ironica, affidata alla citazione di Walt Disney: “Spero soltanto che non ci si dimentichi di una cosa. Che tutto è cominciato da un topo”.
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