Abodi: "Distanza siderale tra altri sport e il calcio. Dopo Zenica mi aspettavo si parlasse di altro"
“Avremmo dare seguito alle nostre valutazioni in ogni caso, anche di successo. Quello che è accaduto in Bosnia non può che servire a farne tesoro, per dare ritmo e trovare convergenze che rendano il calcio competitivo a livello sportivo e sociale”. Il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, è stato protagonista in audizione davanti alla 7ª Commissione del Senato: “Davanti alle responsabilità che hanno le componenti federali, di trovare un nuovo presidente, ho sempre detto che mi aspettavo e mi aspetto ancora che lo sforzo si concentri sulle cose da fare, per far emergere un programma che possa essere realizzato e affidato poi a un candidato alla nuova governance.
Non è servito il 98,7% dei consensi per attuare il programma che è stato approvato. Questo ci deve far ragionare sulle modalità con cui è stato costruito questo consenso, e sulla capacità delle componenti di dargli seguito. Quello che è stato è stata la capacità di lavorare per una risultante: non dobbiamo necessariamente forzare la mano, l’autonomia dello sport va preservata. Però io voglio la ragionevole certezza che non sia soltanto un cambio di regime o di presidente, ma di sistema.
C’è una distanza siderale tra tutto quello che vediamo negli altri sport e i contrasti interni al calcio, che non portano ad alcuna riforma. Quest’ultima ha molti aspetti: quella dei campionati, anche per dare più spazio alle nazionali, i vivai e la fiducia ai giovani, possibilmente italiani. C’è il tema dei comportamenti delle società: ho portato avanti la costituzione della commissione indipendente per il controllo sulla gestione dei club. Qualcuno, tra i vertici sportivi, parlò di una vergogna mondiale, per darvi l’idea della collaborazione. Abbiamo rielaborato il regolamento agenti, è un contributo per la trasparenza e mi aspetto che sia il Coni sia la Federcalcio lo adottino senza aspettare l’ultimo giorno utile per approvare qualcosa che rende trasparente una professione”.
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