Il Milan non spende? Macché, una marea di soldi sul mercato (buttati) e una marea di punti (subiti)
Le due sconfitte consecutive contro Napoli e Udinese hanno messo in difficoltà la classifica del Milan, fino ad ora abbastanza granitica nel consegnare ai rossoneri la qualificazione alla prossima Champions League. Fatto sta che ora Leao e compagni devono assolutamente cercare di difendere la propria posizione dagli assalti dalle avversarie, dopo aver sognato per mesi di poter duellare fino alla fine per lo Scudetto.
Distacco abissale
E, invece, anche quest'anno, il Milan guarderà gli altri festeggiare. A conti fatti, c'è una costante nel Milan americano, eliminata solo temporaneamente nell'anno dello Scudetto con Stefano Pioli in panchina: prendere un distacco abissale in classifica dalla rivale di sempre, l'Inter, e, in generale, dalla prima in classifica. In sette anni, il Milan ha accumulato 99 punti complessivi fino ad oggi, 13 aprile 2026, dalle squadre che hanno vinto lo scudetto o lo stanno per vincere e 80 punti (dato in aggiornamento) dal 2019-20 dall'Inter. Numeri enormi per un club che ha speso tanto sul mercato, incassando tanto), ma che spesso non ha fatto le scelte giuste.
Tanti soldi
Fino ad ora, nella gestione Gerry Cardinale, è arrivata solo una Supercoppa italiana. Eppure, ne sono stati spesi tanti, per un totale di più di 500 milioni di euro in quattro anni di mercato. Nel 2022/23 62 milioni di euro, nel 2023/24 132 milioni, nel 2024/25 139 milioni e nel 2025/26 170 milioni, a fronte di una campagna cessioni abbondante (soprattutto di calciatori chiave, come Tonali, Theo e Reijnders) per un totale di 315 milioni di incassi. Solo che non sono state fatte le scelte giuste.
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