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Aston Villa-Bologna, le probabili formazioni: gli emiliani per l'impresa

Aston Villa-Bologna, le probabili formazioni: gli emiliani per l'impresaTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 06:06Probabili formazioni
Andrea Carlino

Il calcio è un gioco di incastri, di suggestioni e, a volte, di imprese che sfidano la logica. E per il Bologna, il momento è esattamente questo: un passaggio stretto in alta quota, con il fiato sospeso tra due pareti di roccia chiamate Europa e campionato. Ma questa sera, ogni altra distrazione deve sparire. Al Villa Park di Birmingham va in scena il ritorno dei quarti di finale di Europa League, e per la squadra di Vincenzo Italiano l’obiettivo è uno solo: aggrapparsi alla speranza di trasformare l’impossibile in una notte storica. Il 3-1 dell’andata al Dall’Ara è un macigno, ma non è ancora una pietra tombale. Il Bologna vola in Inghilterra con la consapevolezza di partire sfavorito, ma con l’energia di chi, in trasferta e in Europa, ha dimostrato di saper fare cose straordinarie. Servirà molto più di una semplice prestazione: serviranno coraggio, lucidità e la capacità di colpire nei momenti giusti. L’Aston Villa di Unai Emery è un ostacolo solido, costruito sull’esperienza internazionale e su un vantaggio che consente di gestire, ma non di dormire. La pressione è tutta sulle spalle dei padroni di casa, e sotto questo aspetto il Bologna ha tutto da guadagnarci. Perché in Europa, a volte, l’impossibile è solo una questione di tempo e di volontà.

COME ARRIVA L’ASTON VILLA - L'ambiente che attende il Bologna al Villa Park è tra i più ostici dell'intera competizione. I numeri non mentono: nel percorso europeo di quest'anno, i padroni di casa hanno trasformato il proprio stadio in una fortezza inespugnabile, collezionando un filotto di cinque successi interni su cinque incontri disputati in Europa League. L'affermazione più recente, e per i felsinei più amara, è quella maturata appena una settimana fa sotto le Due Torri, dove il 3-1 finale ha messo a nudo non solo la pericolosità offensiva degli inglesi, ma anche la loro solida architettura collettiva.

Alla guida di questo meccanismo c'è Unai Emery, tecnico che in questa manifestazione ha costruito gran parte della propria leggenda. Il suo Villa è un organismo duttile, in grado di attendere con pazienza per poi azionare contropiedi chirurgici. Il margine di due reti accumulato nella sfida d'andata offre agli uomini di Birmingham il lusso di potersi approcciare alla contesa con una lucidità strategica differente: non dovranno per forza imporre il proprio ritmo, ma potranno scegliere i momenti per ferire, sfruttando ogni minima crepa che il Bologna dovesse concedere.

Quanto all'undici titolare, Emery dovrebbe confermare in blocco la struttura vincente di giovedì scorso, con una sola ma significativa eccezione. A centrocampo, infatti, spazio alla qualità dell'ex bianconero Douglas Luiz, che prenderà il posto di Onana. Una modifica che testimonia l'abbondanza di alternative nella rosa dei Villans. A protezione dei pali ci sarà Emiliano Martínez, portiere abituato a esaltarsi nelle notti di coppa e specialista nel disinnescare i tiri dagli undici metri. Davanti a lui, il quartetto difensivo formato da Cash, Konsa, Pau Torres e Digne offre garanzie di esperienza e compattezza. In avanti, infine, il tandem d'attacco sarà ancora composto da Rogers e Watkins: proprio l'attaccante inglese, già a segno all'andata, è intenzionato a ripetersi per blindare il passaggio del turno.

COME ARRIVA IL BOLOGNA - Sul fronte opposto si presenta un Bologna che ha ritrovato ossigeno e morale grazie al successo interno contro il Lecce, ma che ora è chiamato a concentrare ogni fibra sull'impresa che lo attende in terra inglese. La montagna da scalare è ripida, quasi verticale: la storia delle competizioni europee racconta che su 67 squadre trovate si nella situazione di dover rimontare due reti dopo una sconfitta casalinga all'andata, soltanto una ce l'ha fatta. Una percentuale che schiaccerebbe qualsiasi aspirazione, se non fosse che questo Bologna, quando indossa i panni del viaggiatore, assume sembianze completamente diverse. Lo certificano le cinque vittorie consecutive in trasferta maturate in questa Europa League, un ruolino che autorizza, se non altro, a credere nell'inverosimile.

Vincenzo Italiano ne è consapevole e, proprio per questo, medita di ridisegnare l'assetto tattico in chiave più aggressiva, ripristinando il 4-2-3-1 per aumentare il peso specifico nella metà campo avversaria. L'assenza forzata di Lucumí, fermato dal giudice sportivo, priva la retroguardia di un pilastro, ma consegna a Vitik l'occasione di misurarsi in uno scenario di altissimo profilo, dentro il catino incandescente di Birmingham. A governare la zona nevralgica del campo ci saranno Ferguson e Freuler, due elementi di sostanza e personalità, incaricati di cucire il gioco e di fare da argine alla qualità tecnica dei dirimpettai inglesi.

L'estro, l'imprevedibilità e la carica offensiva saranno invece delegati al tridente sistemato alle spalle di Castro. Orsolini, rigenerato dal gol in campionato, Bernardeschi e Rowe avranno il compito di inventare varchi e fornire rifornimenti costanti alla punta. L'equazione è di quelle proibitive: per allungare la contesa oltre i novanta minuti servono due gol segnati e la porta inviolata. In un simile copione, la prima marcatura della serata assume i contorni di una sliding door: se a trovarla fossero i rossoblù, le incrollabili certezze di un Villa Park abituato a fare la voce grossa potrebbero incrinarsi. Le quotazioni sorridono apertamente a Emery e ai suoi, ma questo Bologna si presenta all'appuntamento con il lusso di chi non ha più nulla da custodire, se non la possibilità di scrivere una di quelle notti che, dalle parti di via Casteldebole, verrebbero tramandate per generazioni.

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