Caso arbitro Artan, la FIFA sotto accusa: "La dimostrazione di quanto sia sottomessa"
Il caso dell’arbitro somalo Omar Artan, respinto dagli Stati Uniti nonostante fosse stato designato per dirigere alcune partite della Coppa del Mondo 2026, continua a far discutere e ad alimentare forti polemiche sul ruolo della FIFA e sui rapporti con il Paese ospitante. A criticare duramente la gestione della vicenda è la redazione di RMC Sport, che ha puntato il dito soprattutto contro la Federazione internazionale, accusata di non aver difeso adeguatamente uno dei propri ufficiali di gara.
"La FIFA lo ha lasciato in mezzo alla strada", si legge. "È responsabile dell’accreditamento dei propri membri e quindi anche degli arbitri. In questo caso non ha nemmeno provato a cercare una soluzione con le autorità americane. Si è limitata a prendere atto che non avrebbe potuto allenarsi o arbitrare. Questo dimostra quanto sia, di fatto, subordinata al Paese ospitante".
La FIFA avrebbe dovuto intervenire in modo più deciso: "Quando parliamo di un arbitro riconosciuto, eletto miglior direttore di gara africano del 2025 e scelto dalla stessa FIFA, l’organizzazione avrebbe dovuto battersi per risolvere la situazione. Qui invece non lo ha fatto". Per la stampa francese ci sarebbero state anche pressioni sull'ufficiale di gara: "Sa che criticare apertamente significherebbe compromettere il proprio futuro internazionale. È un sistema che, in questo caso, ha qualcosa di quasi autoritario".






