Lukaku attacca Tedesco: "Piano tattico destinato a fallire. Noi volevamo Henry come CT"
A distanza di due anni dal deludente Europeo 2024, Romelu Lukaku rompe il silenzio e punta il dito contro la gestione tecnica di Domenico Tedesco alla guida del Belgio. In una lunga intervista rilasciata al quotidiano La Dernière Heure, il bomber dei Diavoli Rossi ha raccontato i retroscena di uno spogliatoio compatto sul piano umano ma sempre più perplesso dal punto di vista tattico durante il torneo concluso con l’eliminazione contro la Francia agli ottavi di finale.
"C’era un piano di gioco che, da calciatori, sentivamo non avrebbe funzionato", ha spiegato Lukaku, chiamando in causa anche Kevin De Bruyne. "In campo percepisci certe cose immediatamente e capisci che la strada intrapresa non porterà risultati". L’attaccante del Napoli ha però sottolineato come il gruppo fosse molto unito: "Non avevo mai vissuto un’atmosfera così positiva tra compagni durante una competizione internazionale". Secondo Lukaku, i problemi sarebbero nati soprattutto dalla gestione del dopo Roberto Martínez, con una rottura troppo brusca.
Il centravanti ha poi rivelato un retroscena importante: dopo il Mondiale 2022 molti leader dello spogliatoio avrebbero voluto Thierry Henry come commissario tecnico. "Per noi era l’uomo giusto. Avrebbe responsabilizzato tutti senza proteggere nessuno", ha dichiarato. Oggi, con Rudi Garcia in panchina, Lukaku vede un clima diverso: "Ha idee chiare, ascolta i giocatori e poi decide". Infine, il belga ha confessato di sentirsi fisicamente meglio rispetto al 2022 e di voler arrivare fino al Mondiale 2030, quando avrà 37 anni.











