Mondiali 2026, il presidente della federcalcio iraniana fermato in Canada prima del congresso FIFA
Nuovo episodio nel caso legato alla partecipazione dell’Iran ai Mondiali 2026. Mehdi Taj, presidente della federazione calcistica iraniana, è stato infatti fermato dalle autorità canadesi all’arrivo a Toronto mentre era diretto a Vancouver per partecipare al congresso FIFA. Secondo quanto riportato da Iran International, al dirigente – considerato vicino alle Guardie della Rivoluzione islamica – era stato inizialmente concesso un permesso temporaneo di ingresso, poi però revocato dopo ulteriori controlli. Taj non ha quindi potuto proseguire il viaggio verso Vancouver ed è stato costretto a lasciare il Canada nella serata di lunedì, insieme a due accompagnatori.
Nuove ombre sulla presenza dell’Iran
L’episodio alimenta ulteriori dubbi sulla presenza dell’Iran alla Coppa del Mondo 2026. Al momento non esistono sanzioni ufficiali, ma la situazione resta delicata anche alla luce delle tensioni geopolitiche e delle questioni legate ai visti e alla sicurezza. Le decisioni definitive potrebbero arrivare nelle prossime settimane: l’11 maggio rappresenta la scadenza entro cui potrebbero essere adottati eventuali provvedimenti straordinari.
Preparazione complicata
Nel frattempo non mancano segnali di incertezza anche sul piano sportivo. Nelle ultime ore sono state annullate alcune amichevoli di preparazione, tra cui quelle contro Macedonia del Nord e Angola, mentre la federazione iraniana starebbe cercando nuove avversarie per proseguire il programma di avvicinamento al torneo. La vicenda aggiunge dunque un ulteriore capitolo a un dossier già delicato: tra politica internazionale e organizzazione del torneo, la presenza dell’Iran ai Mondiali nordamericani resta un tema ancora aperto.





