Lazio, Sarri ritrova Napoli tra un presente grigio e un futuro in bilico
Altro che i colori di Napoli o il biancoceleste laziale, se si dovesse colorare la stagione della Lazio di Maurizio Sarri non si potrebbe far altro che utilizzare il grigio. Grigia come la decima posizione in classifica occupata ad oggi dai biancocelesti, scavalcati ieri dal Sassuolo. C'è una piccola porzione di colore che arriva dalla Coppa Italia e tutto passerà dalla semifinale di mercoledì contro l'Atalanta a Bergamo. Una partita che sembra far passare in secondo piano la sfida di oggi al Maradona. Non per Sarri, che a Napoli ha dipinto calcio col suo 4-3-3 e la sua "revolucion" Sarrista. Quella Napoli dove è tornato per la prima volta accolto da una marea di fischi per il tradimento bianconero, un'avventura dove ha vinto l'ultimo scudetto juventino, ma non è riuscito a piazzare la sua firma. Da quel momento però ogni ritorno a Napoli è stato sempre più morbido, fino a quello di oggi dove qualcuno forse se lo immagina come successore di Conte in caso di ritorno in nazionale per il tecnico azzurro.
Lazio, il futuro in bilico di Sarri e del progetto biancoceleste
È forse troppo presto per immaginare un Maurizio Sarri lontano da Roma, ancor più prematuro vederlo tornare destinazione Napoli. Non è presto però per valutare quello che sarà il futuro della Lazio e qui si sta decisamente in bilico. Sarri è stato il garante in estate di un progetto che non poteva partire visto il blocco del mercato. A gennaio è stato spettatore, pagato e non pagante, di una campagna acquisti pagata interamente dalle cessioni (non avallate da Sarri) di Guendouzi e Castellanos. Prima le plusvalenze, poi gli acquisti, senza passare minimamente dall'ufficio di Sarri. Condizione che, qualora dovesse essere riproposta a Sarri, porterà a una rottura. Il Comandante non si dimetterà, ma qualora dovesse ricevere questo scenario allora aprirebbe ad altre piazze. Il Bologna ci pensa, la Fiorentina lo corteggia tramite la figura di Fabio Paratici e poi c'è la suggestione Napoli. Dieci mesi fa Sarri è tornato a Roma per amore di un popolo al quale sta provando a dare tutto quello che può. In estate potrebbe pensare a un altro ritorno, così da conquistare quell'unica cosa che gli è mancata all'ombra del Vesuvio. Un titolo, quel titolo, che chiuderebbe il cerchio della "revolucion" Sarrista.
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