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Il segreto della Masia: il modello Barcellona copiato nel mondoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Hernandez/Alterphotos/Image Sport
sabato 09 febbraio 2013 04:30Brevi
di Redazione Tutto Napoli
per Tuttonapoli.net
fonte Tuttosport

Il segreto della Masia: il modello Barcellona copiato nel mondo

La sveglia suona alle sette meno un quarto. Prima della colazione, però, bisogna lavarsi e fare il letto. Non è la caserma, ma la Masia. Quando si celebrano i successi del Barcellona, frutto di quella che oggi è considerata la miglior cantera del mondo, molto spesso ci si dimentica di fare riferimento ai sacrifici e al sudore. «Non è facile arrivare in prima squadra». È questa la frase che gli educatori delle giovanili blaugrana ripetono
agli eletti. Perché se debuttare in prima squadra è proibitivo, ancora più difficile è entrare alla Masia. Ogni anno gli osservatori del Barça seguono circa diecimila calciatori. Di questi solo 50 (0,5%) compiranno il loro sogno. PAZIENZA Non dovrà avere fretta il Milan. Il “progetto cantera” avrà successo solo se inizialmente i risultati verranno messi in secondo piano. Il gioco brillante esibito dalla squadra di Guardiola , infatti, è il prodotto di tre decadi di duro lavoro. Negli anni Settanta, Laureano Ruiz convinse i dirigenti del Barça che bisognava unificare il sistema di gioco delle giovanili. A Ruiz però non fu permesso di contaminare la prima squadra. Ci riuscirono Johan Cruijff e Carles Rexach a cavallo tra gli Anni ‘80 e ‘90. E se l’olandese è considerato il guru del tiki taka blaugrana, il catalano ha il merito di aver scoperto Leo Messi , giocatore unico che ha sublimato il 4-3-3 attuale. Perché se la maggior parte dei giovani talenti ha bisogno di tempo per convincere lo staff tecnico, nel caso di Leo si trattò
di folgorazione. Rexach non volle perdere tempo e gli fece firmare il primo contratto su un tovagliolo di carta. CORAGGIO Il giocatore del Barça non nasce, si costruisce. I fallimenti di Ibrahimovic e Villa , due fuoriclasse indiscussi che non sono riusciti a integrasi negli schemi blaugrana, ne sono la prova lampante. La Masia, però, non è solo una scuola di calcio, bensì di vita. Qui i futuri Messi, Xavi o Iniesta studiano e imparano a convivere in una realtà multirazziale. A uno stesso tavolo della mensa non possono essere seduti più di tre ragazzi della stessa nazionalità. Bisogna integrarsi. Il segreto, però, è credere veramente in quello che si fa. Molte volte i genitori scelgono il Barça perché sanno che ai loro figli verrà data una possibilità. Al riguardo, Tito Vilanova , che qualche mese fa ha schierato un undici cresciuto interamente alla Masia, è stato eloquente: «Il nostro modello funziona perché abbiamo il coraggio di farli giocare».

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