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Altro che soluzione: 4-3-3 accentua i limiti individuali e d'organico

15.12.2019 17:15 di Antonio Gaito    per tuttonapoli.net   articolo letto 136 volte
Altro che soluzione: 4-3-3 accentua i limiti individuali e d'organico
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il Napoli è in un tunnel senza fine. La striscia di sette partite senza vittoria in campionato si allunga: a quelle di Ancelotti si aggiunge quella d'esordio Rino Gattuso, finita addirittura con una sconfitta casalinga per mano del Parma, che supera e stacca in classifica gli azzurri. Una gara che fotografa il momento del Napoli, con Koulibaly che ad inizio gara manda in gol il Parma e si fa male nella stessa azione e Zielinski che scivola all'ultimo assalto e lancia il contropiede di Gervinho per un tragicomico ko al 93'. Un risultato che apre gli occhi al neo-tecnico, che forse aveva sottovalutato i profondi problemi della squadra affrontati per mesi senza risultati dal predecessore, e segna probabilmente la mazzata definitiva alla squadra dal punto di vista della classifica e soprattutto della fiducia.

SOLITI PROBLEMI - Il Napoli viene sicuramente punito oltre i propri demeriti, dopo un secondo costantemente all'assalto e di grande generosità, ma diventa impossibile portare a casa punti - come spesso accaduto quest'anno - se due errori individuali mandano in porta gli avversari mentre nell'altra area un assalto per quasi 95' produce solo un gol di Milik, su assist di Mertens subentrato. La partita conferma enormi problemi anche sotto porta: Insigne si divora almeno tre palle gol, di cui una clamorosa di fronte il portiere, portando i tiri stagionali intorno ai 45 e con l'ultimo gol su azione che resta quello di Firenze alla prima giornata. Zielinski e Callejon partecipano al festival del gol sbagliato, con l'aggravante per lo spagnolo che ora agisce nel tridente e dovrebbe incidere da attaccante con gol e assist che mancano da mesi.

4-3-3 DELETERIO - Il cambio modulo operato subito da Gattuso non porta - per ora - grossi benefici. Da un lato migliora il fraseggio con le catene esterne a tre, ma i tanti cross - costruiti anche bene - vedono Milik molto più isolato in area rispetto al 4-4-2. E Mertens - l'unico con il polacco ad avere medie realizzative accettabili - è sacrificato ad un ruolo di subentrante nel momento della disperazione. I problemi più evidenti restano a centrocampo: Allan arranca in una posizione di regia che non gli appartiene, anche a tre Zielinski e Fabian restano molto leggeri in non possesso, faticando a coprire lateralmente in ampiezza ed il Napoli si sfilaccia ed allunga facilmente. Una questione di caratteristiche dei singoli, più che di uomini e atteggiamento. Per portare avanti questo modulo, inoltre, bisognerà rimodellare l'organico anche numericamente perché in mezzo sono pochi e davanti i sette attaccanti si dividono tre posti e non più quattro. Il compito per Gattuso è veramente durissimo.


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