Marco Materazzi, chi l'avrebbe mai detto? Dai rossi all'Everton a quello di Zidane
Marco Materazzi forse non si sarebbe aspettato, nella stagione 1998-99, di diventare Campione del Mondo e campione d'Europa con l'Inter. Aveva già girato tanto, era all'Everton in Premier League e i tre rossi consigliarono gli inglesi di rimandarlo al Perugia. Detto, fatto, record di gol in Serie A per un difensore in una stagione - dodici - ed ecco l'Inter. Poi, ovviamente, la Nazionale, con l'apogeo nella finale di Berlino quando prima segna di testa, poi su rigore. In mezzo fa espellere il migliore avversario.
La spiegazione sul rosso a Zidane
"Io parto dalle piazzette del lungomare di Bari e tante volte mi è capitato di scontrarmi con i ragazzini e che il ragazzino bravo ti dicesse 'la mia maglia te la do dopo'. E quella volta è successo così. Visto che ero stato nella 'giungla' calcistica, non mi sono sentito di subire. Ho chiesto scusa subito, ho fatto una cosa d'esperienza, da difensore. Gattuso mi voleva ammazzare per una marcatura, nell'azione dopo l'ho tenuto e poi mollato per non farlo saltare. Due volte gli chiedo scusa, poi mi ha offerto la maglietta e gli ho risposto che preferivo la desse a sua sorella. Ma non ho detto niente di più".
Una frase che magari non ha portato direttamente alla vittoria dei Mondiali, ma è probabile che qualcosa - nell'economia generale della sfida - sia stato spezzato proprio da quel rosso. Oggi Marco Materazzi compie 53 anni.






