Femminile, Valenti: "Ambrosi professionista esemplare. Siamo riconoscibili per il nostro calcio"
Intervenuto in esclusiva ai microfoni di TMW, il tecnico crociato Giovanni Valenti si è soffermato anche sulle calciatrici che compongono il Parma Women, a cominciare dalla capitana Caterina Ambrosi: “Penso che sia la fortuna di qualsiasi allenatore avere una capitana come Caterina Ambrosi: è una professionista esemplare. Tutte le compagne possono prendere lei come modello nel modo di allenarsi, di stare dentro al gruppo e dentro al lavoro. Ma nelle piccole cose anche: l'ordine, la disciplina, l'attenzione, la cura della sua persona e delle relazioni con le compagne. Mi confronto quotidianamente con lei e ogni tanto è anche pungente con me! È una relazione molto bella dove ci diciamo tutto quello che pensiamo. Mi arricchisce”.
Quattro acquisti nel mercato di gennaio: qual è stato il criterio che ha portato a queste scelte? Tre sono attaccanti.
“Avevamo la consapevolezza che ci serviva un po' di corsa e di forza in più, soprattutto nella fase di possesso. In questo Gunnlaugsdottir, Leskinen e Kerr sono giocatrici che sanno attaccare alla profondità e hanno alzato la cilindrata della squadra. La nostra fotografia era di una squadra che faceva tanto possesso e che poteva migliorare nella fase di rifinitura e finalizzazione. Dunque è stato fatto l'intervento prevalentemente lì con giocatrici funzionali. Redondo (classe 2006) ha qualità e deve aver tempo di maturare. Kerr aveva già giocato l'anno scorso in Serie A e ci dà tanta forza: vuole vivere la porta, l'area di rigore, anche nei contrattacchi veloci ci dà forza. Leskinen è velocissima, ha fatto subito bene con l'Inter: è entrata e ha fatto gol”.
A inizio stagione ha detto: “L’ambizione del Parma Women è un calcio propositivo praticato con coraggio”. A che punto siamo?
“Abbiamo avuto momenti migliori di adesso sullo stile di gioco, posto che non stiamo giocando al contrario di quello che è stato dichiarato. I risultati non sono stati sempre a livello delle prestazioni: a volte potevamo raccogliere qualcosa in più e avrebbe dato ancora più fiducia alle ragazze dentro al processo. Però siamo riconoscibili come una squadra che vuole giocare a calcio con la palla, a fare un calcio offensivo. Anche oggi sono contento di quello che stiamo facendo: vedo che le ragazze hanno la consapevolezza che il processo è positivo e hanno fiducia”.
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