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In arrivo il nuovo Dpcm con tante novità: ecco le principali scelte del Governo
martedì 12 gennaio 2021 13:14Primo Piano
di Redazione Perugia24.net
per Perugia24.net

In arrivo il nuovo Dpcm con tante novità: ecco le principali scelte del Governo

Sta per entrare in vigore il nuovo Dpcm. Con tante novità. Anche perchè è al 13,6% il tasso di positività, con 12.532 nuovi casi e 448 morti. Questo il bollettino quotidiano della Protezione civile sull’emergenza Covid, che dimostra chiaramente quanto il quadro epidemiologico nel nostro Paese continui ad essere molto complesso.

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Lo dice anche l’ultimo report Iss dell’8 gennaio, che lancia l’allarme per ben 12 Regioni a rischio alto questa settimana, 8 a rischio moderato – di cui 2 ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane – e solo una a rischio basso.

Conferma che arriva ancora una volta dallo stesso ministro della Salute Roberto Speranza. “Ci aspettiamo che la crescita continui nei prossimi giorni. Senza le misure che abbiamo adottato nei giorni festivi avremmo avuto una moltiplicazione che avrebbe portato l’epidemia fuori controllo già in questi giorni”.

L’unica strada possibile per contrastare l’avanzata dei contagi sembrano essere le restrizioni. Se si apre la gente non la tieni a casa, frequenta i locali, si sposta, e i casi di contagio aumentano vertiginosamente. Un punto di vista certamente limitante quello del Governo, ma ad oggi, tristemente, l’unico efficace.

“Il sistema delle fasce ci ha salvato due volte da un nuovo lockdown, quello che sta succedendo in Europa è sotto gli occhi di tutti” chiosa il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ai governatori nella riunione della Cabina di Regia di ieri sera.

Restrizioni e sistema a zone colorate

E allora il Dpcm in vigore dal 16 gennaio sarà inevitabilmente rigido. Conte e la sua squadra sembrano orientati non solo a riconfermare i divieti previsti per le tre zone di colore in base alla situazione epidemica locale, ma anche ad aggiungere nuove restrizioni.

Scongiurata l’ipotesi di fare tutta Italia zona arancione il sabato e la domenica, come avvenuto il 9 e 10 gennaio, consentendo dunque alle Regioni più virtuose di tenere aperti bar e ristoranti se in zona gialla. Bocciata anche la via di Vincenzo De Luca di dichiarare zona arancione l’intero territorio nazionale

Boccia ha anticipato che saranno confermati il divieto di spostamento tra le Regioni e anche la possibilità di rendere ancora più severi i criteri per la determinazione della zona, “per facilitare l’ingresso in arancione, provando a lavorare sull’indice di rischio e non sull’Rt”.

L’idea avanzata dall’Istituto superiore di Sanità di decidere i passaggi di colore in base all’incidenza dei contagi sulla popolazione è stata scartata praticamente da tutti, perché avrebbe avvantaggiato chi fa pochi tamponi e addirittura avrebbe invogliato a farne ancora meno.

Il governatore del Veneto Luca Zaia dal Veneto l’ha sintetizzato, come nel suo stile, in maniera semplice: “Abbiamo concordato che l’incidenza dei positivi è un fatto scientifico, ma funziona se tutte le Regioni fanno tamponi in stessa percentuale. Se andiamo a pesca, io con la canna e l’altro con la rete a strascico, e lui ne prende di più, vuole dire che il suo mare è più pescoso? No”.

Quasi certo che al Parlamento verranno presentati due provvedimenti: un nuovo Dpcm e un decreto legge, che come anticipato nei giorni scorsi prorogherà lo stato di emergenza al 30 aprile, e si procederà di 3 mesi in 3 mesi, sia per gestire al meglio questa fase di campagna vaccinale sia per consentire la proroga dello smart working.

I nuovi parametri Rt

Mentre Speranza difende la linea dura del Governo (“Senza le misure che abbiamo adottato per il periodo di Natale e Capodanno avremmo avuto una situazione ancora più grave”), sono cambiati i parametri Rt per definire l’ingresso di una Regione in zona rossa, arancione o gialla: di fatto sono state abbassate le soglie di entrata in fascia rossa e arancione.

Anche se lo stesso ministro dice che “dobbiamo lavorare ancora su queste soglie” e valuta che “in questa fase di recrudescenza, qualora ci sia in rischio alto valutato in base ai 21 parametri, si possa andare automaticamente in arancione”, ecco come funziona adesso:

Rt compreso tra 1 e 1,25: zona arancione

Rt uguale o superiore a 1,25: zona rossa.

Queste le misure che dovrebbero vedere la luce nel prossimo Dpcm 16 gennaio.

Coprifuoco e spostamenti

Prosegue la divisione delle Regioni a colori. Confermato il coprifuoco dalle 22 alle 5. Confermata anche la zona gialla rafforzata, come a Natale e come oggi, e cioè saranno comunque sempre vietati gli spostamenti tra Regioni, salvo per comprovate esigenze di lavoro, salute o necessità.

Maggioranza ancora divisa riguardo alla zona arancione: povrebbe essere mantenuta la deroga che permette a chi abita in un piccolo comune sotto i 5mila abitanti di muoversi fino a 30 km di distanza, anche in un altro Comune o Regione, senza però poter raggiungere nessun capoluogo di provincia.

Amici e parenti

Confermato che non si potrà  invitare a casa più di 2 persone non conviventi, anche in zona gialla. Ma il Governo deve ancora decidere se porla come “forte raccomandazione” o inserirla come obbligo.

Il premier Conte spinge per il rinnovo della deroga che consente l’uscita dal Comune, ma restando nella propria Regione, di 2 adulti con figli minori di 14 anni per andare a trovare amici e parenti una sola volta al giorno.

Non ci saranno controlli all’interno delle abitazioni e le verifiche potranno essere svolte soltanto in strada.

Bar e ristoranti

Dopo le scene viste nelle grandi città, da Milano a Lucca, da Roma a Torino a Catania, il Governo sembra ormai aver deciso per un inasprimento delle regole per i bar e i locali – ma non i ristoranti – fuori dai quali, anche in zona arancione, tendono molto facilmente a crearsi assembramenti.

Bar, pub e locali non solo continueranno a chiudere alle 18 in zona gialla, e restare chiusi in zona arancione e rossa, ma anche i servizi di asporto subiranno una frenata in tutte le fasce: anche questi verranno stoppati alle 18, anziché alle 22 come avvenuto sino ad ora.

Consentita invece la consegna a casa senza limiti di orario. Una misura destinata a generare non poche polemiche, e che rischia di travolgere un settore già piegato dall’emergenza sanitaria. “Per colpa degli esercenti che non rispettano le regole dovranno pagare tutti” ha detto secca la ministra delle Politiche agricole e capo delegazione di Italia Viva Teresa Bellanova.

Rimarrebbe invece invariato l’asporto per i ristoranti, dove non si rischia che si creino assembramenti.

Weekend

Nei weekend continuano a restare chiusi i centri commerciali.

Palestre e piscine

Rimangono chiuse palestre e piscine, ma se l’indice Rt dovesse scendere il Governo potrebbe poi valutarne l’apertura almeno per le lezioni individuali.

Musei

Il ministro della Cultura Dario Franceschini sta spingendo per la riapertura dei musei almeno nelle zone gialle, con ingressi contingentati. Nessuna novità invece per cinema e teatri.

Impianti da sci

Una data per la riapertura degli impianti da sci c’era già: il 18 gennaio. Ma ad oggi sembra difficile che riescano a riaprire davvero. L’ala rigorista del Governo chiede che le piste da sci restino chiuse “almeno nelle Regioni che hanno deciso di non riaprire le scuole”.

Fascia bianca

Altra novità del nuovo Dpcm è l’aggiunta di una quarta zona colorata: a gialla, arancione e rossa si aggiungerà la zona bianca, pensata – dicono da Palazzo Chigi – per dare un segnale di “prospettiva di uscita dalla pandemia”.

Una sorta di ritorno alla normalità, con spostamenti liberi ovunque e la riapertura di tutte quelle attività rimaste chiuse sino ad oggi, come cinema, teatri, musei, sale da concerto, palestre e piscine, ma sempre con l’uso obbligatorio di mascherine e distanziamento. Un miraggio, al momento.

E mentre in una prima ipotesi si era pensato di far scattare la zona bianca con indice Rt inferiore 1 e un livello molto basso di rischio, situazione che ad oggi nessuna Regione presenta, ora i criteri potrebbero essere ancora più stringenti: la zona bianca scatterebbe solo con un Rt ancor più basso di 0,50, ma anche tenendo presenti altri indicatori.

Ristori

Il nuovo Dpcm si accompagnerà sicuramente a nuovi ristori per tutte quelle attività che sono state costrette alla chiusura causa restrizioni e che hanno perso importanti quote di fatturato.

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