Pescara, Insigne avverte: "Sto rimettendo a punto il tiraggir". E svela un retroscena su Gorgone
“Mi sento bene fisicamente e sto rimettendo a punto il tiraggir”. L’attaccante del Pescara Lorenzo Insigne nel corso della sua intervista a Sportweek ha parlato anche del suo momento con gli abruzzesi dove è tornato a gennaio dopo l’esperienza in Nord America e una prima parte di stagione da svincolato: “Ricomincio a divertirmi dopo tre anni in cui non ho espresso il mio calcio abituale, mi è mancata la pressione cui ero abituato. Più sono pressione e più mi sento a mio agio senza contare che ero in una squadra poco competitiva e questo mi ha depresso a livello calcistico”.
Insigne poi si sofferma sul periodo di inattività fino alla chiamata di quel Pescara che lo aveva lanciato: “Mi sono sempre allenato e non ho mai mollato, ma sono stati 5-6 mesi duri. Mi dicevo che non volevo smettere perché ho appena 34 anni. Se non mi sono arreso è stato per la mia forza di volontà e per la mia famiglia. - prosegue Insigne – Nel momento in cui ho deciso di tornare a Pescara ho voluto mettermi a disposizione della squadra al di là del nome o della carriera. I giovani mi guardano con ammirazione e cerco di dare l’esempio col lavoro ed essere un punto di riferimento”.
Il classe ‘91 poi svela un retroscena sul tecnico Gorgone e una frase celebre che usa in questo Pescara: “Anche qui, quando qualcuno crossa sul secondo palo, il mister esclama ‘Insigne per Callejon’. Non è mai stata una cosa preparata, codificata. Io sapevo che lui era là e lui sapeva che io, quando rientravo da sinistra verso il centro, gliela mettevo sulla testa o sul piede”.
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