BETTELLA E BRUGMAN SONO OK..MA NON CHIAMIAMOLI COLPI DI MERCATO
Avevamo promesso che ci saremmo cosparsi il capo di cenere, in caso di arrivo (seppur troppo tardivo) di rinforzi. Non ci sottraiamo, ma consentiteci di fare delle precisazioni che non sono pignolerie. Non lo facciamo per accanimento ostinato nei confronti della dirigenza, ma perchè non passi il messaggio di strategie e trattative di mercato. Contraddicendo quello che doveva essere il suo mantra ("Sono contrario alle minestre riscaldate", ipse dixit), il presidente Sebastiani non è la prima volta che, quando è in difficoltà nel reperire giocatori, ricorre ad ex lasciati andare altrove per monetizzare che tornano alla fine della loro carriera perchè legati a lui, perchè a Pescara si sta bene o semplicemente per chiudere un cerchio. Era già successo con Brosco, è così per Brugman, trentatreenne senza squadra dopo aver provato l'esperienza del calcio Usa che, per molti calciatori è un congedo meno stressante e comunque remunerativo, dopo aver già dato il proprio massimo in Europa, vedi Messi o Insigne. In pratica ci si va per fare le star ben pagate (oggi vale di più negli Emirati), in un campionato decisamente meno competitivo ed esigente. Finita la parabola, Brugman era stato contattato da Sebastiani già un mese fa, ma probabilmente aveva tentennato sperando di poter strappare ancora ingaggi superiori a quelli che può garantirgli il Pescara. Così il presidente biancazzurro (non Foggia) ha tenuto in stand by la suggestiva trattativa, sperando di chiudere su altri fronti più concreti, vedi la voce punte. Non quagliando nulla ha ripreso in mano la cornetta, trovando gli argomenti giusti per farlo arrivare, con contratto biennale, dando finalmente un contentino alla piazza, che già ha conosciuto ed apprezzato Brugman. Sarà un rinforzo utile, come sostituto del partente Dagasso? Sicuramente è integro ed ha esperienza, quindi porta un discreto valore aggiunto, ma non ci convincono che fosse un obiettivo primario di mercato. Stesso dicasi per Davide Bettella, ottimo centrale, qualitativamente superiore al roaster attuale nel reparto, ma arrivato anche lui coi buoni uffici personali di Sebastiani, che lo conosce e lo ha valorizzato anni fa, realizzando una delle tante plusvalenze. Una mozione degli affetti stile Verratti, facilitata dal fatto che Bettella voleva assolutamente riavvicinarsi a casa e trovare maggiore spazio di quello che ha a Catanzaro. Anzi è innegabile che il primo passo sia partito dall'entourage del ragazzo, classe 2000, che si è proposto al Pescara, forzando la mano alla società calabrese detentrice del cartellino, che infatti non lo aveva mai messo sul mercato. In sintesi: si tratta di due buoni acquisti? Sicuramente sì, anche se entrambi hanno giocato poco negli ultimi mesi. Ma il mercato vero è un'altra cosa e lì ci aspettiamo qualcosa da chi è incaricato di farlo, ossia il ds Foggia. Scusate la pignoleria






