Il Pescara rialza la testa: ad Avellino vince la squadra, decide Brugman
Non era la partita delle giocate spettacolari.Non era la serata per il calcio champagne.Era la notte in cui serviva una cosa sola: vincere.
E il Pescara ad Avellino lo ha fatto. Con sofferenza, con maturità, con spirito di sacrificio. 1-0, gol di Brugman. Tre punti che valgono più della classifica, perché valgono fiducia.Dopo settimane complicate, critiche, scivoloni e fragilità, i biancazzurri hanno scelto la via più semplice e più difficile allo stesso tempo: la concretezza.Una squadra compattaLa prima buona notizia non è il gol.È l’atteggiamento.Il Pescara non si sfilaccia, non si disunisce dopo l’uscita forzata di Desplanches, non si perde. Resta dentro la partita, la sporca quando serve, la controlla con ordine. Difesa attenta, centrocampo disciplinato, attaccanti generosi.Non si è vista una squadra brillante, ma si è vista una squadra consapevole. E in questo momento conta più di tutto.L’uomo che cambia la partitaBrugman entra e lascia il segno.Il gol è da calciatore di categoria superiore: tempi giusti, freddezza, personalità.Non è solo una rete.È un messaggio.Il Pescara ha bisogno di leader tecnici e Brugman, anche in una condizione non ancora ottimale, dimostra di poter essere quello che alza il livello nei momenti decisivi.
La maturità che mancavaLa vera differenza rispetto alle ultime uscite è stata mentale.Dopo il vantaggio il Pescara non si è abbassato in maniera scriteriata, non ha perso equilibrio. Ha sofferto, sì. Ma ha sofferto con ordine.Ivan Saio, entrato a freddo, risponde presente. La difesa tiene. Il centrocampo lotta. Non è una vittoria casuale. È una vittoria costruita.
Rientro in lotta salvezza?
La classifica non si sistema con una sola partia.Ma questa vittoria cambia la prospettiva.
Il Pescara dimostra di poter essere solido. Di poter vincere partite sporche. Di poter gestire la pressione. E nella corsa salvezza queste sono qualità fondamentali.Non è ancora svolta.Ma è un segnale.
Il segnale che la squadra non ha mollato.Che lo spogliatoio è vivo.
Che la stagione non è finita.Adesso viene il difficileLa vera prova sarà la continuità.Perché una vittoria isolata accende l’entusiasmo, ma solo una serie di risultati può cambiare davvero il destino.Ad Avellino il Pescara ha fatto la cosa più importante:ha ricordato a sé stesso di poter vincere.E, in questo momento, era esattamente quello che serviva.






