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UN BEL SEGNALE DA AVELLINO, MA NON E' UNA RIVINCITA SULLA CRITICA
Oggi alle 10:59Primo Piano
di Andrea Genito
per Tuttopescaracalcio.com
fonte di Andrea Genito

UN BEL SEGNALE DA AVELLINO, MA NON E' UNA RIVINCITA SULLA CRITICA

Il nuovo assetto e finalmente un pò di buona sorte, ora un passo alla volta

"Questa è una risposta alle critiche e a chi non ama il Pescara", ha tuonato il presidente biancazzurro Daniele Sebastiani, dopo il meritato blitz ad Avellino. Sinceramente ci auguriamo che la squadra lo abbia fatto per sè e per dare un minimo di speranze e gratificazione ai propri tifosi. Le critiche, se costruttive e basate su dati oggettivi, vanno accettate e addirittura sfruttate per migliorare, guarda un pò! Quindi lasciamo al patron questo comprensibile sfogo dopo settimane difficili e cerchiamo di valutare quanto visto al Partenio come un possibile segnale di risveglio. La strada è ancora lunga, lo ha detto lo stesso mister Gorgone, visto che il Pescara staziona in fondo alla classifica e ad una distanza importante dalla salvezza. Però indubbiamente qualcosa è successo e ne diamo atto, noi che le critiche (costruttive) non le abbiamo mai risparmiate. Non è questione di non amare il Pescara, perchè i tanti tifosi della curva inviperiti che hanno contestato dopo la figuraccia contro il Catanzaro, di certo non sono detrattori nè si augurano di tornare in C. Partiamo dalle note positive, invece: finalmente il Pescara ha saputo approfittare di una giornata favorevole, considerando i risultati altrui, ed ha di nuovo nel mirino se non altro Bari e Spezia, avendo anche ridotto il gap con chi oggi farebbe i playout. Il recupero va però corroborato con altre vittorie, nonostante il calendario terribile che lo attende, sfida sul campo della capolista Venezia in primis. Inoltre i biancazzurri hanno, per la prima volta, saputo sfruttare le difficoltà di un avversario in crisi, mentre altre volte lo avevano addirittura resuscitato. L'Avellino ha mostrato enormi problemi tattici e mentali, forse superiori a quelli del Pescara e la squadra è stata straordinaria stavolta nel mettere il dito nella piaga. Eppure pareva l'ennesimo pomeriggio del "vorrei, ma non posso": infortuni già nel primo tempo a sconvolgere l'assetto, con ko immediati di Caligara e addirittura del portiere Desplanches, impedendo l'ingresso già previsto di Insigne; solito rigore negato e neppure visionato al Var (trattenuta evidente su Meazzi lanciato a rete), occasioni da gol sprecate per mancanza di un vero bomber. Invece, il carattere e la voglia di reagire del gruppo hanno portato tre meritati punti, fondamentali per non chiudere ancora il sipario sulla stagione. Nelle difficoltà, il Pescara si è compattato e proprio Brugman, ingresso in campo non previsto, ha risolto con una prodezza da campione qual'è la gara. Lo stesso pubblico del Partenio, dopo aver fischiato i suoi beniamini, ha applaudito l'abnegazione della Cenerentola che ha dato tutto per non affondare. L'altra risposta, raccomandata a gran voce proprio dai critici tirati in ballo da Sebastiani, è stato il positivo riscontro della difesa a 4, che ha garantito maggiore equilibrio tattico e adeguata copertura al portiere. Tanto che il Pescara non ha rischiato nulla, eccetto su una errata uscita dell'ancora freddo Saio, concedendo solo strampalati tiri dalla distanza. Una rarità assoluta, come il clean sheet finale. Poi si è visto che non si può rinunciare in manovra ad uno dei pochi elementi con talento e "garra" come Meazzi. Su questo è importante ragionare, così come sulla conferma che con una punta di ruolo, esperta, con confidenza coi gol, il Pescara probabilmente non dovrebbe tribolare tanto. Ad Avellino si è creato parecchio, ma Di Nardo non ha il killer instinct, altrimenti non sarebbe stato svincolato dal Campobasso che ha chiuso a metà classifica l'anno scorso. Ha già prodotto molto, in proporzione, ma non era giusto poggiare su di lui troppe aspettative, a gennaio sarebbe dovuto arrivare il centravanti in grado di far fare un piccolo salto di qualità. Così non è stato, e non è colpa dei critici. E ora? Ridicolo, in questa situazione fare proclami e pensare di aver risolto tutti i problemi, una rondine non fa primavera dicevano persone più sagge di noi. Bisognerà vivere alla giornata, affrontando ogni gara come fosse l'ultima, da all-in, non guardando i risultati altrui. Se si riuscirà ad inserire nel meccanismo il talento di Insigne ed a recuperare Olzer ed Oliveri, lontani parenti dei buoni giocatori ammirati mesi fa, altre vittorie saranno alla portata.