UN PAREGGIO CHE SA DI VITTORIA E CHE FA ANCORA SPERARE
Quando sei con l'acqua alla gola, o forse pure più su, come da settimane capita al Pescara, non puoi permetterti di sbagliare nè regalare più nulla. Altrimenti fai solo collezione di rimpianti. Il trittico impossibile si è concluso a Frosinone e gli uomini di Gorgone ci hanno ricavato 4 punti, mentre alla vigilia si temeva che avrebbe affossato definitivamente le speranze; eppure nei commenti non si può non evidenziare che avrebbero potuto essere almeno 7, senza le amnesie e gli errori a Venezia e soprattutto considerando che il Pescara era avanti 2-0 allo Stirpe a dieci minuti dalla fine. Un bottino sfumato che potrebbe risultare determinante a fine stagione ed al termine di questa disperata rincorsa dall'ultimo posto per distacco. Però, visto che il passato non si cambia, bisogna ottimisticamente guardare al bicchiere mezzo pieno e trarne i giusti spunti incoraggianti ora che arriva una serie di spareggi alla portata, col Bari già domenica prossima. Il Pescara ha colmato l'evidente gap tecnico con chi lotta invece per la A, attraverso dedizione, maggiore attenzione tattica, impegno ed un pizzico di cinismo che non guasta. Si poteva ricavarne di più, è vero, ma a Venezia nel primo tempo si è sofferto, col Palermo la meritata liberazione è arrivata a cinque minuti dal gong ed a Frosinone il rigore del 2-2 poteva pure starci e forse va a compensare l'annullamento del gol a Cittadinini nel primo tempo. Il pubblico locale ha censurato il raddoppio di Di Nardo, a gioco apparentemente fermo per un infortunio, ma lì l'arbitro non aveva interrotto l'azione e la punta biancazzurra si è limitata a tirare in porta. Eticamente poteva magari buttare il pallone fuori, come il giocatore della Reggiana quando ha saltato il portiere azzoppato del Sudtirol, sempre nell'ultimo turno di campionato, ma non era un obbligo e comunque Di Nardo ha semplicemente indirizzato la palla sul palo del portiere, lui sì colpevole di immobilismo. In sintesi tutti avrebbero messo la firma per uscire con 4 punti da due confronti esterni su tre fuori casa, contro autentiche corazzate e il Pescara ha affrontato questo scoglio con coraggio ed autorevolezza, mostrando una compattezza nei reparti che non è certamente da Cenerentola. Se avesse avuto prima e già rodati elementi come Brugman, Bettella e Insigne non staremmo qui a parlare di impresa disperata. Ora si dovrà provare a prendere il massimo dagli ultimi 10 turni, sperando che le dirette concorrenti, dovendo ancora affrontare a loro volta squadre più forti e il lotta per la promozione, perdano punti e si possa giocarsela fino alla fine, per lo meno per arrivare ai play out. Le parole dei biancazzurri dopo questo trittico dimostrano che c'è più convinzione e nessuna rassegnazione, a preoccuparsi dovranno essere gli altri.






