IL LATO CENSURABILE DEL TIFO: QUEL PETARDO E' UNA IDIOZIA
Così proprio non va. Avevamo elogiato gli 800 tifosi dalla fede incrollabile che hanno seguito il Pescara a Frosinone, così come non si poteva che ammirare la stessa dedizione mostrata a Venezia (700), Modena (400), Avellino (590) e in altre trasferte, verso una squadra pur sempre ultima in classifica per distacco. "Solo per la maglia", recita uno degli striscioni, chiarendo che pur in disaccordo con la gestione societaria, il pubblico non lascerà mai da soli i giocatori, che stanno dando il massimo per tenere viva la speranza di salvezza. Il calore ed i cori incessanti, come riconosciuto dagli stessi giocatori biancazzurri, è stato il carburante indispensabile per reggere il confronto contro squadre oggettivamente superiori, per reagire nei momenti di difficoltà. Tutto bellissimo e sarà uno dei racconti più commoventi in caso il miracolo si compisse a fine stagione...però. Però quello che è successo ad inizio primo tempo, proprio allo "Stirpe" di Frosinone, non fa parte del tifo e non aiuta la squadra, anzi. Ci riferiamo ovviamente al grosso petardo lanciato dagli spalti dei pescaresi verso bordo campo, che ha provato l'interruzione del match per quasi 10 minuti ed il concreto rischio di triplice fischio anticipato. Un petardo che ha mandato all'ospedale due vigili del fuoco che erano lì per garantire la sicurezza pubblica e perfino un dirigente accompagnatore della Pescara calcio, che era ai bordi della panchina. Una idiozia da censurare, quel gesto, che nulla ha a che fare con l'entusiasmo e la chiassosità fisiologica degli ultras; un gesto antisportivo e autolesionistico, visto che con ogni probabilità porterà delle conseguenze non solo economiche a quello stesso Pescara che quell'autore incosciente del gesto probabilmente sostiene di amare. Lasciamo stare le falle nei controlli che magari non fanno entrare un giornalista con una confezione Tetrapack di succhi di frutta (esperienza diretta), ma cui sfugge una bomba carta che non si può nascondere nel taschino, ma solo pensare di essere utili alla causa lanciando in campo un esplosivo, durante un'azione di gioco tra l'altro, è da TSO immediato. Scusateci lo sfogo, ma se il giudice sportivo decretasse la chiusura alle trasferte per i tifosi pescaresi, privando la squadra di un sostegno che appunto finora è risultato determinante, questi personaggi possono prendersela solo con se stessi. Oltre ad aver fatto perdere la faccia alla maggioranza che invece è lì "solo per la maglia". Vergogna!






