Catania, mister Longo: «Non perdiamo per colpa degli arbitri» ma contesta il gol annullato a Cicerelli
Redazione
Il risultato non gli piace, alcune decisioni arbitrali ancora meno, ma Emilio Longo prova a guardare oltre la sconfitta del Catania sul campo del Potenza. Nel post-partita del Viviani, il tecnico rossazzurro ha difeso la prestazione della propria squadra, soffermandosi soprattutto sul gol annullato a Cicerelli, episodio che, a suo giudizio, ha inciso in maniera determinante sull'economia della gara.
Longo non cerca alibi, almeno nelle intenzioni, ma non nasconde la propria irritazione per quanto accaduto. «Dobbiamo accettare che non perdiamo per colpa degli arbitri», ha dichiarato, prima di entrare nel merito dell'episodio contestato. «Quando mi dici che c'è un dubbio sulla marcatura di Cicerelli, io dico che non c'è nemmeno il dubbio».
Parole che fotografano tutta la delusione dell'allenatore etneo, convinto che la decisione abbia penalizzato il Catania. Il riferimento è al funzionamento dell'FVS, il sistema di revisione degli episodi arbitrali: «Mi viene detto che non c'è un'immagine chiara. A questo punto l'FVS non ha più motivo di esistere, perché se sul gol di Cicerelli non c'è un'immagine chiara, vuol dire che è una presa in giro». Un giudizio netto, accompagnato dalla consapevolezza di non voler trasformare la direzione arbitrale nel principale argomento della serata.
L'approccio e la reazione dopo il gol
Il primo tema affrontato da Longo riguarda l'avvio della partita, con il Catania subito costretto a inseguire dopo la rete del Potenza su calcio d'angolo. Un episodio che il tecnico riconduce a una marcatura individuale persa, senza però considerarlo sufficiente per mettere in discussione l'atteggiamento complessivo della squadra.
«Abbiamo preso un gol sul calcio d'angolo dopo due minuti, ma fa parte del gioco. Perdiamo la marcatura a uomo e prendiamo gol». Longo sottolinea soprattutto la reazione dei suoi, capaci di riprendere a produrre gioco nonostante lo svantaggio immediato.
Secondo l'allenatore, il Catania ha avuto il merito di non perdere fiducia e di continuare a cercare la via della rete, affrontando una partita giocata su ritmi elevati e con molti duelli individuali.
«Abbiamo prodotto gioco, le occasioni sono state pari»
Nell'analisi tecnica, Longo rivendica la qualità della manovra etnea e la capacità di tenere il pallone, anche contro un Potenza organizzato e pronto a sfruttare gli spazi.
«Credo che usciremo con il 60% di palleggio in questa partita», ha osservato, evidenziando come le due squadre abbiano concluso verso la porta con numeri comparabili. Il Catania, a suo giudizio, ha avuto le opportunità per rimettere in equilibrio il confronto, ma è mancato quel dettaglio capace di indirizzare una sfida così combattuta.
Il tecnico ha richiamato anche le occasioni da gol e gli interventi decisivi dei portieri, sottolineando come la gara sia rimasta in bilico e sia stata decisa da episodi. Una lettura che non cancella gli aspetti da correggere, ma che porta Longo a considerare la prestazione complessivamente positiva.
«Oggi c'è solo il dettaglio», ha insistito, spiegando che la squadra deve imparare a essere più incisiva nei momenti favorevoli. Il riferimento è anche ai calci piazzati: il Potenza ha saputo sfruttare meglio un calcio d'angolo, mentre il Catania non è riuscito a concretizzare le proprie occasioni.
I cambi e le scelte offensive
Nel corso della conferenza, Longo ha risposto anche alle domande sulle scelte iniziali e sulle sostituzioni. In particolare, l'ingresso di Lunetta al 57' e il cambio sulla corsia sinistra, al posto di Masciangelo, sono stati spiegati con una problematica fisica accusata dal giocatore tra il primo e il secondo tempo.
«Abbiamo provato a non cambiare proprio per dare la possibilità di avere un po' di continuità prestativa», ha chiarito l'allenatore, spiegando di aver atteso per valutare se fosse possibile proseguire senza intervenire immediatamente.
Longo ha inoltre difeso la scelta di affidarsi dal primo minuto a un reparto offensivo di qualità, composto da Cicerelli, Coda e Roberto Insigne. Per il tecnico, il valore dei singoli non può essere giudicato soltanto sulla base del risultato finale o del rendimento negli ultimi minuti.
«Io so di avere una squadra forte. Chi entra può ribaltare il risultato», ha affermato, ricordando di poter contare su diverse soluzioni e sulla possibilità di ruotare gli interpreti quando le prestazioni non dovessero essere all'altezza delle aspettative.
Una risposta anche alle osservazioni sull'impiego di Cavuoti e sulla possibilità di anticipare alcuni cambi. Longo ha invitato a valutare le decisioni tecniche con maggiore equilibrio, senza lasciarsi condizionare eccessivamente dalla differenza tra una vittoria e una sconfitta.
La classifica e lo sguardo al futuro
Nonostante l'amarezza per il risultato e le contestazioni arbitrali, Longo ha concluso con un messaggio di fiducia. Il percorso del Catania, secondo l'allenatore, resta positivo e non deve essere compromesso da una singola partita.
«Nelle ultime sei partite abbiamo fatto 13 punti, quindi questa media secondo me la dobbiamo mantenere», ha sottolineato, invitando l'ambiente a conservare lucidità e a concentrarsi sul lavoro quotidiano.
Il tecnico rossazzurro si è spinto anche oltre, immaginando un possibile nuovo confronto con il Potenza nella parte decisiva della stagione: «A marzo staremo qui a parlare, quando tornerà il Potenza da noi, di un altro confronto da primi della classe».
È una prospettiva che racconta le ambizioni del Catania e la volontà di non perdere di vista l'obiettivo più ampio. Per il mister salernitano, la sconfitta del Viviani non deve diventare un punto di rottura, ma un'occasione per crescere.
La conclusione è chiara: «Io ritengo che questa prestazione probabilmente sia una delle migliori delle ultime sei fatte». Una valutazione che il campo e i prossimi risultati saranno chiamati a confermare, mentre resta aperta la polemica sul gol annullato a Cicerelli. Per il Catania, la sfida è trasformare la delusione in una ripartenza; per Longo, evitare che un episodio diventi un alibi e mantenere la squadra sulla strada intrapresa.


