La stagione degli ex Reggina è un flop senza attenuanti: ecco cosa manca davvero alla squadra di Torrisi
Quando si perde, l'opinione pubblica tende spesso a dare ragione a chi è rimasto fuori e a chi non è stato confermato. Gli ultimi tre anni della Reggina hanno creato un mestiere tra i più semplici da svolgere, quello dei "cercatori di colpevoli", rigorosamente svolto in smart working, quindi sul divano di casa, sulla poltrone o in qualsiasi altro tipo di luogo extraufficio.
Senza dare pubblicità gratuita ai soliti presunti vincitori morali di una battaglia personalistica combattuta purtroppo sulla Passione di migliaia e migliaia di tifosi realmente innamorati e legati ad un simbolo della nostra terra reggina, la spiegazione più semplice è da sempre quella "e ma bastava confermare quelli dell'anno scorso". O qualcuno ha detto che Montalto e Blondett stanno vincendo i campionati. Quindi era davvero semplice? Quindi Pistoiese e Fasano stanno vincendo i loro gironi? Non proprio considerando la stagione in corso degli ex.
Partiamo da quel Bruno Barranco che era andato a Fasano per diventare il nuovo Batistuta e che negli ultimi quattro mesi ha realizzato solo UNA RETE: fortunatamente non si è fatto l'errore (almeno questo) di riprenderlo a dicembre. In stagione ha realizzato sei reti e il Fasano è a -7 dalla vetta.
Renelus ha conquistato la C, ma ha segnato un solo gol in 24 presenze e la sua Pro Patria è pnultima solo grazie ai 23 punti di penalizzazione della Triestina.
Il Montalto, strapagato dalla Reggina sull'unghia all'atto della risoluzione, alla Pistoiese, terza in classifica del girone D, non gioca da dicembre ed è fermo a zero reti in campionato.
Blondett è titolare nel Fasano di cui sopra, Cham ha fatto un triplo salto all'indietro tornando in D, sebbene nell'Igea capolista, sugli altri meglio stendere un opportuno silenzio.
Insomma, fondamentalmente alla Reggina non mancano quelli che non vestono più l'amaranto, ma piuttosto i gol e l'apporto di Nino Barillà (frenato da almeno due fratture fastidiose a braccio e mandibola e da agli infortuni) e di Nino Ragusa.






