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Juve, un progetto verso i titoli di coda più che l'inizio di una nuova era. Samp, sveglia. Così rischi. Petrachi, stavolta hai fatto flop. Semplici, vai a Dubai: ti aspettiamo tra 20 giorni.TUTTOmercatoWEB.com
lunedì 17 febbraio 2020 00:00Editoriale
di Michele Criscitiello

Juve, un progetto verso i titoli di coda più che l'inizio di una nuova era. Samp, sveglia. Così rischi....

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
La sensazione è che a Torino siamo ai titoli di coda più che di fronte ad un nuovo progetto. Sarri ha bisogno di tempo, la Juventus no. Non se lo può permettere. Nessuno discute l'allenatore toscano (forse i tifosi e una parte di stampa) ma il problema non è l'allenatore che ha dimostrato negli anni di essersi meritato la Juventus. Ma un conto è arrivare a Torino con Marotta, un altro conto è arrivare alla Juventus e trovare la festa finita. Possiamo parlare per ore ma la figura di un top manager fa la differenza. Vedete come l'Inter è cambiata con Marotta e, dispiace dirlo, vedete anche la Juventus come è cambiata senza. Quando parliamo di Juventus non lo facciamo solo come prima squadra ma includiamo Primavera e Juventus Under 23. Ora dovrebbe prendere in mano la situazione, come fece anni fa, Andrea Agnelli e rimangiarsi qualche scelta ché non è sempre una vergogna. Ha fatto mille cose buone alla guida dei bianconeri e ha riportato la Juventus a stradominare in Italia. Non è detto che questa squadra non arrivi fino in fondo in Europa. Ha calciatori e caratteristiche per entrare, almeno, tra le prime 4 in Europa. Sarri ha bisogno di essere supportato e sono il primo a sostenere che le squadre le fanno i dirigenti e non gli allenatori ma se, in sede di mercato, non teniamo in considerazione il modo di giocare del nostro allenatore significa fare autogol all'incrocio dei pali. Sarri ha una squadra che non è la sua squadra. Mancano, ad alcuni calciatori della Juventus, delle caratteristiche di base per il gioco di Sarri. Inoltre ha perso Chiellini al via e quando ha preferito, giustamente, Demiral a De Ligt ha perso anche l'ex difensore del Sassuolo per la gioia di chi aveva speso una vagonata di soldi per l'olandese di Mino. Rabiot lo stiamo ancora aspettando e stiamo ancora aspettando le partenze di Dybala e Higuain. Centrocampo bianconero non pervenuto e se questi sono i presupposti per un nuovo ciclo preferiamo il triciclo. Per tornare a casa. La Primavera mette in evidenza molti giovani di valore e sarebbe ora che si torni a vincere qualcosa. Per non parlare della squadra che gioca in serie C che non ha nulla a che fare con le seconde squadre. Adesso sta raccogliendo qualche risultato, ieri ha vinto a Monza e a fare gol è stato Marchi. Giocatore fortissimo per la C e anche per la B ma con la Juventus Under 23 non c'entra proprio nulla. Diciamo che non lo vediamo come il futuro Higuain o la futura plusvalenza. Una società come la Juventus dovrebbe far giocare i suoi giovani della Primavera in stadi veri e non a Vinovo dove ci si allenava; non puoi fare una seconda squadra se non hai uno stadio adatto per due squadre che dovrebbero giocare nel proprio impianto. Primavera e Under 23.
A Genoa non si sta capendo più nulla. Passiamo dalla depressione del grifone alla gioia in un attimo e alla Samp che respira poi all'improvviso si ritrova nel tritacarne. La squadra di Ranieri si è persa sul più bello ma la sfida salvezza rischia di diventare da infarto. Colpa del Genoa che torna a vincere con il bravo Nicola, il quale ha ridato alla squadra gioco e risultati, dove Thiago Motta invece aveva perso tempo con la sua filosofia dell'inesperto che ha il merito solo di aver giocato a grandi livelli. Poi c'è il Lecce che sta tirando il carretto in una maniera favolosa con tre vittorie consecutive. Roba da pazzi. La Samp o si sveglia o rischia di andare giù sparata con Brescia e Spal. Parentesi ferrarese, poi chiudo con un pensiero su Roma e Petrachi. Vorrei fare un annuncio pubblico a Mister Semplici: vai a Dubai, stai con la famiglia, goditi le domeniche sul divano ché tra poco la pacchia sarà finita. Questa squadra che, molto probabilmente, andrà giù da ultima o penultima avrebbe potuto salvarla (ma non ci sarebbe riuscito) solo Semplici. Cambiare il tuo condottiero con Di Biagio è stata pura follia. Nulla contro Gigi, tranne che per quella traversa colpita su rigore con la maglia della Nazionale nel 1998 con una ricorsa del cavolo e Pizzul che a 15 anni mi diceva "è finita".... finita cosa Bruno? No! Di Biagio che si stende a terra con le mani in faccia perché capelli non ne ha. A parte questo lato rancoroso non abbiamo nulla contro Gigi, se non il fatto che non era il massimo iniziare l'avventura da allenatore di squadra di club in una situazione calcisticamente disperata come quella della Spal.
La Roma è in una fase di declino ma in una stagione tutte le squadre vanno in contro ad una crisi di risultati e prestazioni. Bisogna solo sperare che duri il meno possibile. La Roma si è smarrita e parlare del cambio di proprietà non aiuta. Per questo da Gianluca Petrachi ci aspettavamo maggiore maturità. Petrachi è un Direttore che stimo e fa bene quando dice che non prende caffè con i giornalisti. Sarebbero caffè amari. A Torino ha fatto grandi cose ma dietro aveva un grande Presidente come Cairo che gli faceva fare (bene) il suo lavoro. La coppia funzionava e, come sempre, le coppie che funzionano devono durare in eterno. Ci hanno perso entrambi. Petrachi ha fatto bene a provare una nuova esperienza ma si sarebbe dovuto lasciare in maniera più elegante con chi gli ha dato tutto. Non è questo il tema. In due settimane, a Roma, il Direttore ha sbagliato tutto: tempi e modi. Dallo spogliatoio di Reggio Emilia, a fine primo tempo, ad una conferenza stampa completamente insensata nella settimana che portava a sfidare l'Atalanta. Manie di protagonismo che a Torino non accentuava. A Roma avrebbe dovuto fare lo stesso. Con il caos societario che c'è Petrachi avrebbe dovuto gestire in silenzio, prendere sempre più potere per poi presentare il conto ai nuovi o vecchi proprietari. Probabilmente la sua è stata una mossa della disperazione per alcune cose che noi non sappiamo ma, ribadisco, parliamo di un grande Dirigente che però in due settimane ha commesso due errori da principiante. E da uomo intelligente qual è, tornando indietro, non rifarebbe ciò che ha fatto. Forse. Non siamo nella sua testa.
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