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ESCLUSIVA TMW - Dentro la Chiesa Maradoniana: "Mara&Dona: le mie figlie battezzate in nome di D10s"TUTTOmercatoWEB.com
giovedì 26 novembre 2020 21:30Serie A
di Giacomo Iacobellis
esclusiva

Dentro la Chiesa Maradoniana: "Mara&Dona: le mie figlie battezzate in nome di D10s"

"Noi abbiamo un Dio razionale e un Dio passionale, che è sempre Diego Maradona": parola di Alejandro Verón, tra i fondatori della Iglesia Maradoniana, ossia la Chiesa Maradoniana. Diego Armando Maradona, d'altronde, per numerosi argentini (e non solo) è molto più del miglior calciatore di sempre: è addirittura un Dio, anzi un D10s, intorno al quale costruire un credo religioso (seppur parodistico). Se tanto si è detto e scritto sul peso storico del Diez a Napoli, TuttoMercatoWeb.com è andato così a scovare proprio in Argentina una storia in grado di raccontare l'altro grande amore di e per Diego: quello, viscerale, dei suoi connazionali. Ce l'ha descritto, tra un "Diego Nostro" e un "Credo" (due tra le preghiere della religione dedicata al Dio del calcio), uno storico membro della Iglesia Maradoniana nonché fra i più appassionati fan del Pibe de Oro: Walter Rotundo.

"Le lacrime di Diego a Italia '90 hanno segnato la mia infanzia e anche la mia vita", esordisce il 38enne di Buenos Aires che nove anni fa ha deciso di chiamare le sue figlie in un modo piuttosto... insolito. Indovinate come? Naturalmente, Mara e Dona. Un omaggio di sangue al suo profeta, prima di battezzare le due nuove arrivate in famiglia proprio tra le sacre mura dell'Iglesia Maradoniana. Qui, come ci spiega Walter, al posto della Sacra Bibbia si prega sul libro "Yo soy el Diego", scritto ovviamente da Sua Santità Diego Armando. Ma il Battesimo non è certo l'unico dei sacramenti ripresi dalle festività cristiane e riadattati per rendere onore a D10s: il Matrimonio avviene, ad esempio, giurando sulla medesima autobiografia e su un pallone da calcio, mentre il Natale viene ogni anno festeggiato la notte tra il 29 e il 30 ottobre (Maradona nacque appunto il 30 ottobre 1960), così come la Pasqua si celebra il 22 giugno, ovvero il giorno di Argentina-Inghilterra che nel 1986 coniò per sempre la Mano de Dios.

"Per Diego - prosegue il tifoso argentino a TMW - ho molto più che una semplice ammirazione. Maradona incarna i valori che ho sempre seguito e considerato giusti, in tutta la mia vita. Per questo motivo oggi dico che lui sarà sempre con me, che non se ne andrà mai". Il maradoniano convinto (questa parodia religiosa, che conta attualmente oltre 820.000 seguaci iscritti in più di 60 Paesi nel mondo e 600 città, è nata nel 1998 a Rosario ed è stata resa pubblica nel 2001 da Hernán Amez, Alejandro Verón, Héctor Capomar e Federico Canepa) non si è certamente perso la commemorazione del suo idolo. Al contrario, è stato proprio lui - non appena ricevuta la tragica notizia - a chiamare a raccolta sui social tanti altri fedeli in vista della camera ardente a Casa Rosada: "La data del 25 novembre 2020 resterà indelebilmente nella storia. Noi maradonianos siamo distrutti, ma voglio e vogliamo pensare che Diego vada nel posto migliore per lui. Non dobbiamo piangere ed essere tristi, Maradona ci ha dato allegria e va quindi ricordato col sorriso sulle labbra. Lui avrebbe voluto proprio questo", ci ha confessato nel giorno più triste per la storia della Chiesa della Mano de Dios.

Walter, negli anni, è addirittura riuscito a stabilire un contatto diretto con Maradona in persona, che lo ha ringraziato per lo smisurato affetto ricevuto e, soprattutto, per aver chiamato proprio come lui le sue piccole Mara e Dona. Uno scambio di lettere che la famiglia Rotundo custodisce gelosamente, come un'autentica reliquia che si rispetti. "Ti pregherò, ti amerò, ti ricorderò per sempre mio caro Diego", è non a caso il despido (cioè il saluto) di Walter Rotundo e degli altri maradonianos al Dio del calcio. E forse anche di qualcosa in più...
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