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Gasperini, l'addio all'Atalanta e il ritorno a Bergamo da avversarioTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 07:45Serie A
di Filippo Davide Di Santo

Gasperini, l'addio all'Atalanta e il ritorno a Bergamo da avversario

La partita più attesa: il ritorno di Gasperini a Bergamo da avversario. Vittorie, tante pagine di storia con l’Atalanta, l’Europa League, ma anche quell’addio che fa ancora discutere a distanza di mesi e non esente da opinioni e critiche che toccano sia il tecnico di Grugliasco durante il suo ultimo anno che la società. Partendo da Gasp. Il mister ha dichiarato esplicitamente di essere stato in contatto con i giallorossi già a dicembre quando la sua Atalanta era in piena lotta Scudetto. Pur mantenendo un profilo professionale e ambizioso, qualcosa ha cominciato a vacillare. Se sul mercato di gennaio (dove si sarebbe dovuto osare per lo Scudetto) Gasperini si aspettava giustamente di più, dall'altra parte il tecnico non è stato esente da errori: dichiarazioni oltre le righe, l’eliminazione in Supercoppa, il rigore di Lookman dopo Atalanta-Brugge, stimoli che venivano a mancare, calo della squadra e un tentennamento sul futuro che ha spiazzato l’Atalanta all'ultimo dove pesa l’addio quasi nell’ombra: mentre 400 tifosi manifestavano per lui, il mister era a parlare con i dirigenti romanisti, e la lettera d'addio non ha aiutato ciò (seppur alla festa del compleanno della Dea abbia speso parole toccanti e riconoscenti sui suoi anni a Bergamo). La società Atalanta si è ritrovata tra l’incudine e il martello (vista anche la posizione della piazza): al netto di gennaio, le parole del tecnico avevano creato un vero e proprio effetto domino. Il “ce ne faremo una ragione” non aiutò così come il comportamento di Gasp: tutto dava segno di poca serenità tra le parti e l’equilibrio venne a mancare se non sul finale della stagione con la proposta di rinnovo fino al 2027. Ridimensionamento citato da Gasperini? L’Atalanta ha speso 125 milioni cedendo solo Retegui, e stessa cosa avrebbe fatto anche con Gasp alla guida. La proprietà ha tentato fino all’ultimo di trattenerlo, ma in amore bisogna essere in due: non si può trattenere chi non ha più voglia di restare, e dopo 9 anni cambiare aria è anche comprensibile. Nel mezzo una certezza: all’Atalanta la “mentalità Gasperini” dovrà rimanere a vita, affinché la squadra possa continuare a vincere in futuro. Un sipario particolare che però non cambia il giusto e immenso riconoscimento a Gian Piero: colui che ha reso grande l’Atalanta, il resto sono dettagli (e pagine di storia).