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Sanremo, Serena Brancale e il papà calciatore: "Mazzone non mi perdonò, Ranieri era un secchione"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 21:08Serie A
di Luca Bargellini

Sanremo, Serena Brancale e il papà calciatore: "Mazzone non mi perdonò, Ranieri era un secchione"

Sono molti i punti di contatto tra il Festival di Sanremo in corso e il mondo del calcio. Dalla passione, mai celata, del conduttore Carlo Conti per la Fiorentina, passando per quella dei vari cantati in gara, compreso quel Francesco Renga che ha ricevuto oggi la maglia del Brescia dal presidente del club lombardo Giuseppe Pasini. Il legame più particolare, però, riguarda Serena Brancale, cantante pugliese in gara col brano 'Qui con me' dedicato alla madre. Il padre Agostino è stato, infatti, un calciatore professionista a cavallo fra gli anni '70 e '80. “Ero il Cabrini della Serie C - ha raccontato a La Gazzetta dello Sport -. Sono cresciuto nel Marsala, ho esordito a 16 anni. Ho giocato anche con Juve Stabia, Monopoli, Salernitana. In quel periodo il calcio di provincia era complicato. Al primo errore, l’allenatore ti metteva fuori rosa e ci restavi per tutta la stagione”. Particolare anche lo scontro avuto con Carlo Mazzone, tecnico che nel 1978 era alla guida del Catanzaro. Club nel quale Brancale Sr. avrebbe dovuto giocare in quella stagione: "Quell'estate tornai a Bari per qualche giorno. Volevo passare più tempo possibile con Maria, eravamo ancora fidanzati. Arrivai a Catanzaro in ritardo. Il mister non mi ha mai perdonato. Ho sbagliato, è vero. Ma ero innamorato”. Spazio, infine, anche ad un ricordo che lo lega a Claudio Ranieri, attuale dirigente della Roma, ma che nel 1987/1988 era il suo allenatore alla Puteolana: “Era la sua seconda esperienza in panchina dopo la Vigor Lamezia. Lo conoscevo dai tempi del Catanzaro. Un vero secchione di tattica: si presentava agli allenamenti con le mazzette di giornali per studiare gli avversari. Marcavamo soltanto a uomo, con lui scoprimmo la zona. Seguivamo l’azione, non più gli avversari”.