Paolo Calabresi: "A Pisa Arturo è felice. Boris? L'ho obbligato a partecipare"
Paolo Calabresi, noto attore e padre del calciatore del Pisa Arturo, ha parlato a SestaPorta.news in occasione delle 100 presenze del difensore in nerazzurro: "Lui è estremamente felice e noi siamo molto felici per lui. Anche perché è una lotta dura, molto dura, lo vedo, quella che lo aspetta adesso. Però ha trovato una situazione, una società che più seria non si può, in questi anni.”
Avete seguito Arturo in tante piazze. Cosa ha di diverso Pisa?
“Ha caratteristiche che non abbiamo trovato altrove. Almeno questo è quello che vediamo dai suoi occhi. Anche nei momenti difficili, per il lavoro che fa, a livello societario e personale, qui ha sempre avuto un altro sguardo rispetto a tante esperienze precedenti.”
Intanto a Pisa ti vediamo spesso in tribuna. Ti sei legato alla città?
“Sì, è diversa ed è molto interessante. Ti dico anche con orgoglio una cosa: l’anno scorso, quando sono venuto allo stadio, il Pisa non ha mai perso. Quelle che ho visto mi pare ne abbia vinte 7 su 9… quest’anno non si è ripetuta la magia. Sono venuto tre volte, era difficile beccare quelle giuste. E non ho visto la vittoria con la Cremonese.”
Parliamo di Boris: Arturo è comparso anche lì. Com’è nata?
“L’ho obbligato, fondamentalmente. Avevano scritto una scena: doveva arrivare Totti sul set e invece arrivava Sergio Brio. Mi inventai l’idea che Biascica obbliga il figlio a marinare la scuola per andare sul set, ‘esperienze formative’. E a quel punto dissi: facciamolo fare ad Arturo. Lui non ci teneva, pensava solo al calcio. E proprio perché non gliene fregava niente, secondo me ha reso benissimo: aveva quel distacco giusto".
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