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Calzona chiama la Serie A: "Mi piacerebbe tornare in un club, l'Italia ha la priorità"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 19:53Serie A
di Alessio Del Lungo

Calzona chiama la Serie A: "Mi piacerebbe tornare in un club, l'Italia ha la priorità"

Francesco Calzona, ex ct della Slovacchia ed ex allenatore del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Sky Calcio Unplugged, parlando così di Khvicha Kvaratkskhelia, che ha avuto nel club partenopeo: "Penso che fosse nel suo DNA arrivare dove è arrivato, è un giocatore fantastico che non ha qualità comuni. Purtroppo non siamo riusciti a trattenerlo in Italia, ma ha fatto uno step in avanti, sta giocando la Champions da protagonista, si parlerebbe anche di Pallone d'Oro se fosse andato al Mondiale. Giocatore fantastico da vivere e da allenare, ha qualità impressionanti". Il calcio ben fatto è quello dell'equilibrio o quello di PSG-Bayern 5-4? "L'equilibrio è fondamentale. Io parto dal concetto che la fase difensiva è la prima cosa e deve essere organizzata, la fase offensiva si può anche lasciare libertà di inventiva ai calciatori. A me piace cercare di proporre un calcio che possa anche divertire, la gente viene allo stadio per quello, il risultato è fondamentale, ma si vuole anche altro… Si parla del Napoli di Sarri, dell'Olanda di Cruijff, del Milan di Sacchi… Ci si ricorda anche del bel calcio, speculare non mi piace. Devo avere la sensazione di poter vincere con qualsiasi avversario. In Slovacchia venivano da un calcio speculare, ho cercato di inculcare questa mentalità per provare di giocare alla pari con chiunque. Sono molto soddisfatto se faccio un bilancio". Adesso vorrebbe tornare ad allenare un club? "La nazionale ti dà tanto, ma ti leva tanto. Le partite sono ogni 3-4 mesi, è un periodo lungo, hai pochissimo tempo e devi cercare di dare un'identità alla squadra. Noi avevamo 22 giocatori su 27 che giocano in svariati campionati, riunirli è stata una prova veramente dura, ma che mi ha dato soddisfazione. Il calcio di club è un'altra cosa, stai tutti i giorni sul campo e chi fa questo mestiere vuole farlo. Mi piacerebbe tornare in una società, l'Italia ha la priorità, ma non disdegno l'estero, in Slovacchia è stata un'esperienza fantastica. La Serie A è difficile tatticamente, gli allenatori sono molto preparati, ce ne sono tanti bravi". Cos'è che manca al calcio italiano? "Non sono d'accordo sul fatto che ci sono troppi stranieri in Italia o che non ci siano talenti. Dobbiamo avere più coraggio a far giocare i giovani, le nostre nazionali giovanili primeggiano… Bisogna avere pazienza e dar loro la possibilità di sbagliare. Incontrare nazionali che hanno 6-7 giocatori nati dal 2003 al 2007 e vedere che noi facciamo fatica, ci deve far pensare. Ci vuole coraggio, bisogna partire tranquillamente da questo punto. Ho portato all'Europeo un 2005 che giocava nella Primavera del Feyenoord che è Sauer, non bisogna aver timore di farli giocare".