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Italia, Girelli verso la Serbia: "Possiamo vincere le ultime quattro gare. A partire dalla Serbia"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 10:38Calcio femminile
di Tommaso Maschio

Italia, Girelli verso la Serbia: "Possiamo vincere le ultime quattro gare. A partire dalla Serbia"

L'attaccante dell'Italia Femminile Cristiana Girelli è intervenuta in conferenza stampa da Corverciano in vista della sfida contro la Serbia in programma martedì (ore 18.15, Rai 2) a Leskovac e valida per le qualificazioni al Mondiale del 2027 in Brasile: "L'esperianza sta andando molto bene, ho trovato un ambiente carico di sorrisi e di energia e sto cercando di portarla qui in gruppo. Sto cercando di adattarmi, ma questo primo mese il bilancio è positivo. Per la Serbia serve quella motivazione e quella grinta che avete già visto la metteremo in campo. Possiamo vincere le prossime quattro gare perché lo abbiamo dimostrato in passato e abbiamo questa consapevolezza". Sentite maggiore pressione dopo l'esclusione dell'Italia maschile dal terzo Mondiale di fila? Quando giochi a questi livelli la pressione la senti sempre. Ci è dispiaciuto perché non ci sarà un'estate con un'Italia al Mondiale, ma questa pressione è un privilegio, una responsabilità che ti tiene vivo e ti sa dare qualcosa di più anche se non servirebbe, ma purtroppo è successo quello che è successo. Forse sì abbiamo uno stimolo in più per arrivare al Mondiale, ma la avremmo comunque vista la posta in palio. A me piace la pressione e quindi ben venga, qualsiasi risultato tu debba fare ti fa tenere l'asticella molto alto e penso di parlare a nome di tutte le ragazze. Sappiamo quanto è importante giocare questa competizione". Che gruppo ha ritrovato? "Il gruppo quando si ritrova sta molto bene insieme, lo percepisco e sento anche se non è scontata. Si tratta di un valore aggiunto rispetto a quello che facciamo in campo. C'è grande voglia di lavorare assieme tanto che il ct a volte deve buttarci fuori dal campo". Finalizzazione? "Purtroppo ci è mancata nelle ultime partite, ma è positivo che si riesca a costruire tante occasioni. A volte produci poco e sfrutti le due occasioni che ti capitano, mentre altre volte crei tanto e non realizzi. Questa è una cosa che tutti gli psicologi devono studiare. Ho voglia di vincere perché ci manca questa vittoria, ma non sarà facile perché la Serbia è ben organizzata e strutturata, inoltre giochiamo in casa loro dove la Svezia ha pareggiato. La sensazione che ho è che questa squadra voglia riassaporare la vittoria". Che percezione c'è negli USA dell'Italia? "Sono contenta di quello che pensano oltreoceano di noi, quando sono arrivata in California, mi parlavano tutte molto bene di noi, hanno seguito l'Europeo e la cosa bella che rimarcano sempre è la passione, l'Italian Passion, che trasmettiamo in campo e fuori. Ci considerano molto anche a livello tattico e tecnico ed è molto bello, sono contenta. Dobbiamo continuare ad alimentare questa cosa che passa poi ovviamente dalle prestazioni. Il calcio femminile italiano è ben visto e considerato all'estero e sono molto contenta". Cosa l'ha stupita del gioco negli USA? "Prima di decidere di andare lì ho visto molte partite e non mi sono trovata davanti nulla di diverso. Si tratta di un calcio fisico, atletico, con tante transizioni. La mia allenatrice è inglese e quindi sta cercando di portare i concetti europei nel calcio statunitense. Ma ho ritrovato quello che mi aspettavo". Quanto interesse c'è nei confronti della tua esperienza? Altre possono seguire il vostro esempio? "La curiosità c'è, è donna (ride NdR). Questa è la prima volta che torno e c'è stata curiosità a 360°, ma credo che ognuna di noi possa giocare in un campionato così importante, ma serve stare bene a livello fisico perché è un campionato paragonabile a una Champions League dove si gioca una gara di altissimo livello ogni settimana. Se allenate bene chiunque di queste 27 ragazze possa giocare in NWSL". Si sente una titolarissima? "Mi sento una giocatrice a disposizione del mister, è un privilegio essere una 'supersubs' specialmente se entro e segno. Fosse sempre così lo chiederei io al mister. A me piace pensare a undici ragazze che giocano, cinque che possono subentrare e le altre che giocano comunque assieme a noi da fuori. Non si può ancora ragionare su titolari e riserve, le strategie possono cambiare di gara in gara e io ho dimostrato che a prescindere dal minutaggio cerco sempre di dare il massimo del contributo. Conosco la mia età, ma non è un limite altrimenti avrei già smesso. Ho un amore dentro che mi spinge a migliorare sempre e dare il massimo in ogni momento in cui sarò chiamata in campo perché il Mondiale sarà l'ultimo torneo con la maglia Azzurra e non voglio pensare che non ci qualificheremo". Ha spiegato a chi non ha giocato cos'è un Mondiale? "Ne parliamo e crediamo che sia un bene. Non ci pensiamo già in Brasile, ma serve pensarci per dare importanza a quello che facciamo in settimana e in ogni partita. Quello che si vive a un Mondiale è difficile da spiegare, è qualcosa di più raro anche dell'Europeo, perché non capita tutti gli anni o di giocarne più di uno. Della Nuova Zelanda e dell'Australia non abbiamo un bel ricordo, ma era comunque un Mondiale e l'atmosfera è unica. Ci vogliamo prendere questa opportunità di esserci per non avere rimpianti". 10:45 - Terminata la conferenza stampa di Cristiana Girelli