Dall'apice stagionale della Roma di Gasperini alla necessità di chiudere il cerchio e rilanciarsi
La gara contro la Cremonese di domenica prossima è una partita importantissima ai fini della classifica della Roma, in chiave Champions League. Nella lotta a distanza con la Juventus, avversaria nel turno successivo, i giallorossi devono sfruttare l'impegno casalingo, sperando in un passo falso dei bianconeri con il Como, impegno decisamente più difficile, specie dopo la dabacle di Istanbul, con la sonora sconfitta per 5-2 e l'infortunio di Bremer della squadra di Spalletti.
La gara di andata dello Zini è stato, forse, uno dei pochi manifesti gasperiniani della stagione. Un 1-3 finale (gol preso dopo il 90°) con le reti di Soulé, Ferguson e Wesley, quest'ultima dopo una grande azione corale. Il tutto che è coinciso con il primo posto in solitaria per la Roma. Un primo posto che tuttavia ha ingannato un po' tutti, viste le difficoltà che sono iniziate da quel momento. Lo score recitava 9 vittorie e 3 sconfitte, nelle successive 13 giornate sono state 6 le vittorie, 2 i pareggi e ben 5 le sconfitte. Si è passati da una media punti a partita di 2,25 a una dell'1,5.
Ecco che da Cremonese a Cremonese, ovvero dall'apice stagionale per gioco e classifica della Roma di Gasperini l'obiettivo è quello di un nuovo slancio verso l'alto. Se l'entusiasmo che aveva portato quella partita, pensando che finalmente i giallorossi avrebbero macinato gioco come l'Atalanta gasperiniana, è stato in un certo senso soppresso dalle tante sconfitte e i big match persi, nella casualità del calendario (dopo Cremona, la Roma perse contro il Napoli, adesso affronta la Cremonese dopo il pareggio del Maradona) e nel segno di Malen, la Roma ha l'opportunità di avviarsi al match contro la Juventus chiudendo il cerchio.






