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tmw / roma / Primo piano
Gli estremi della Roma che ne caratterizzano i risultatiTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 13:24Primo piano
di Luca d'Alessandro
per Vocegiallorossa.it

Gli estremi della Roma che ne caratterizzano i risultati

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In medio stat virtus dicevano gli antichi romani. Il trend attuale della Roma può essere spiegato con questa antica frase celebre. Analizzando l'attuale undici che viene mandato in campo da Gasperini possiamo tranquillamente evidenziare come in medio non c'è virtù. I veri giocatori top giallorossi sono esattamente agli estremi: Svilar in porta e Malen prima punta. Insieme a loro ci sono dei giocatori che vanno dal normale al buono che possono avere una partita in cui overperformano, ma di base tutto è influenzato dai due appena citati. 

Prendiamo l'esempio di Svilar. Ora, dati alla mano, si vede una Roma che sta subendo più gol. Un qualcosa chiesta anche a Gasperini in conferenza stampa con l'interrogativo se fosse cambiato il modo di giocare della squadra e quindi il subire maggiori gol sia una diretta conseguenza. I dati aiutano ad analizzare un trend o a sollevare interrogativi e insieme alle prestazioni forniscono anche una risposta. La Roma ha cambiato modo di giocare? No. Allora qual è il problema? Perché una squadra che aveva la miglior difesa ora subisce così tanto? La risposta sta tutta nelle prestazioni di Svilar. Il portiere è stato assolutamente decisivo con prestazioni straordinarie che hanno portato a 12 clean sheet, compiendo 81 parate su 102 tiri in Serie A. Molte parate che hanno avuto del clamoroso, tanto che spesso è volentieri è entrato nella nostra shortlist de #IlMilgioreVG, essendo il giallorosso con più vittorie. Prestazioni eccellenti che hanno nascosto i limiti, abbastanza noti, della difesa romanista. Appena Svilar ha avuto delle piccole incertezze e si è tolto il mantello del super eroe, ecco come il dato dei gol subiti si è gonfiato. 

Un po' come quello dei gol segnati. Con l'arrivo di Malen sono stati 14 gol in appena 8 giornate, di cui 6 suoi. Senza Malen la Roma ne aveva segnati 24 in 20 giornate. Un miglioramento abbastanza netto, soprattutto considerato che Malen giochi fondamentalmente da solo in avanti, senza il supporto dei vari Dybala o Soulé avuto poco o nulla. 

Analisi che dovrebbe spiegare anche il fatto di come quella che è stata la miglior difesa fino alla gara col Genoa abbia perso ben 9 partite su 28 in campionato, incapace se non contro Fiorentina e Milan di ribaltare il risultato o agguantare un pareggio. Così come il discorso di mettere in ghiaccio i risultati, una volta in vantaggio. Finché Svilar alzava il muro era più facile ottenere la vittoria. 

L'insegnamento che deve uscire fuori è questo: le squadre si reggono sui grandi campioni che esaltano i compagni e aiutano a portare i risultati, ma se in medio non c'è la virtù necessaria, raggiungere determinati obiettivi è più difficile.