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L'intervista integrale di Lukaku: l'addio all'Inter e Conte, il Chelsea, la Juventus e il suo futuroTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 31 dicembre 2021, 14:30Serie A
di Simone Bernabei

L'intervista integrale di Lukaku: l'addio all'Inter e Conte, il Chelsea, la Juventus e il suo futuro

L'emittente Sky Sport, in questi minuti, ha proposto l'intervista integrale di Romelu Lukaku di cui sono già uscite ampie anticipazioni. Queste tutte le parole di Big Rom:

Come mi sento?
"Fisicamente sto bene, meglio di prima. Dopo due anni in Italia dove abbiamo lavorato tantissimo è una cosa che resterà per sempre. Fisicamente sto bene, non sono contento per la situazione ma questo è normale. Il mister ha fatto una scelta di giocare con un altro modulo, non sono contento ma sono un lavoratore, un professionista e non devo mollare. Devo rispettare le scelte dell'allenatore, devo solo continuare a lavorare e aspettare il mio momento. Stiamo cercando di trovare un modulo in cui possiamo trovarci, un modo per aiutare la squadra. E' una situazione un po' complicata, io devo solo continuare a lavorare".

Sembra passata una vita dall'addio all'Inter...
"E' successo di tutto. Non doveva andare così: come ho lasciato l'Inter, il modo in cui ho comunicato coi tifosi, questo mi da fastidio. Adesso penso che sia giusto parlare, ho sempre detto che ho l'Inter nel cuore e tornerò a giocare lì. Lo spero davvero, mi sono innamorato dell'Italia e volevo fare sapere alla gente questo".

Lo scudetto e il giro in mezzo alla gente di Milano?
"Ho voluto viverla. Sto pensando sempre a Milano, dove ho vissuto i migliori momenti della mia carriera. Devo ringraziare i compagni, fin dal primo giorno sono stati a disposizione così come lo staff di Conte e Inzaghi. Anche i dirigenti, veramente top. Ma la gente, i tifosi dell'Inter, sono i migliori al mondo".

Allora perché è finita?
"Il Chelsea era la squadra del mio cuore, ci sono le immagini della gita di scuola a Stamford Bridge a 15 anni. A 18 anni non è andata bene, ma avevo sempre in testa questa sfida. Io nella carriera cerco sempre di affrontare le difficoltà, mi stimola questo, trovo sempre qualcosa dentro di me per migliorare e aiutare la squadra. Quando ero all'Inter dopo il primo anno ho rifiutato un'offerta del Manchester City che era più alta di quella del Chelsea. Non volevo, non era il momento, non potevo lasciare l'Inter e volevo fare qualcosa di bello perché l'Inter mi ha salvato la carriera, a Manchester ero dentro un tunnel. L'Inter ha fatto un grande investimento ma alla fine abbiamo fatto grandi cose. Il secondo anno poi sono andato dai dirigenti e ho chiesto il rinnovo, avevo 28 anni e la mia famiglia si sentiva molto bene a Milano. Ma non hanno voluto, non c'era la possibilità e questo era difficile per me da accettare. Nel calcio ci sono 3 squadre top nella mia testa: Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco. Tutti i giocatori sognano di indossare queste maglie un giorno. Volevo fare la mia storia con l'Inter, ma se un giorno ci fosse stata la possibilità volevo una di queste squadre. Ero felice, avevamo fatto grandi cose e continuare la progressione sarebbe stato bello, parlo anche degli altri giocatori con cui sono cresciuto come Lautaro, Barella, Skriniar e Bastoni. Non è successo e a quel punto c'era solo una squadra dove mi immaginavo: era il Chelsea. Non pensavo di andarci, poi loro sono venuti e io ho parlato subito con Inzaghi. Lui è stato bravissimo con me dal primo all'ultimo giorno. Anche la società è stata brava, ma mi ha dato fastidio e mi ha fatto male non provare a fare il rinnovo".

Ci fosse stato il rinnovo sarei rimasto?
"Sì".

Non è stata una questione di soldi?
"No, è una questione di momenti, di fiducia, di sfida. Non avevo vinto in Inghilterra, questo mi dava fastidio. Avere la possibilità di tornare qui, nella squadra che tifo da bambino, è difficile dire di no".

In un altro momento storico e finanziario non sarebbe successo?
"Sarei rimasto al 100%. Conte era andato, Hakimi se n'era andato, c'era qualche rumore di una società in difficoltà... Io non ho detto niente, ho sempre avuto un buon rapporto con la società e i tifosi e il mister. Inzaghi mi ha chiamato dopo l'annuncio, subito dopo Handanovic. Mi ha spiegato come voleva giocare con me, un po' lo conosco, mio fratello mi ha sempre detto cose veramente belle di lui. Ha un rapporto umano con i giocatori, non abbiamo lavorato molto insieme ma mi è sembrato un top".

Segue sempre l'Inter?
"Sempre, guardo tutte le partite".

Aveva capito che l'Inter avrebbe potuto fare così bene?
"Sì perché l'esperienza dell'anno scorso ha aiutato la squadra. Vincere ha fatto fare un grande step a livello di maturità. Sapevo che con Inzaghi potevo fare questo step in più insieme alla squadra, potevo gestire maggiormente la palla. Adesso la squadra gioca di più, segnano in tanti. Calhanoglu sta facendo bene. La squadra ha fatto questo step di gestire le partite".

Questa Inter è più forte dell'anno scorso?
"Non mi piace comparare le due squadre. Quella di adesso devo essere onesto, gioca veramente bene e spero davvero che vinca perché voglio bene ai giocatori, è grazie a loro se sono il Lukaku di oggi. Spero continui a crescere. L'Inter deve essere una squadra top che punta al meglio. Spero che dopo la pausa continuino a vincere, poi non si sa mai cosa può succedere nel calcio".

Quanto manca giocare con Lautaro?
"Lauti era uno con cui non dovevamo parlare troppo. Per lui io potevo morire in campo. Futuro di nuovo insieme al Chelsea? No resta lì. Io e lui insieme, dal primo giorno, sapevamo che potevamo fare grandi cose per la squadra. Ha un gioco che per me era top, ogni volta che avevamo palla sapevamo che l'altro era davanti alla porta, se avevamo bisogno di una sponda c'eravamo sempre. Dopo tanti gol poi abbiamo vinto e questo è l'importante. Dei compagni che ho avuto ce ne sono pochi così. Top 3 dei miei compagni? Lauti, De Bruyne e Hazard".

L'addio di Conte?
"Abbiamo parlato, parliamo tantissimo non solo di calcio ma anche della vita. Mi ha fatto male quando è andato via. Ero a Dubai con mio fratello a cena, e lui mi ha scritto per dirmi che lasciava l'Inter. Per me è stato uno dei momenti più difficili".

Se sono andato via per questo?
"No, sapevo che con Inzaghi l'Inter avrebbe avuto ancora la possibilità di vincere. Per lui il prossimo step sarà lo scudetto, con lui sapevo che ci sarebbe stata la possibilità di vincere. Non sono andato via per Conte, fosse arrivato il rinnovo avremmo parlato da Milano e non da Londra".

Ora che lo avrò come avversario?
"Averlo come avversario è un altro stimolo per me, vincere contro quello che ti ha dato tutto e che ti conosce bene sarà stimolante. Non ho mai vinto contro Conte da avversario e questa è una sfida. Conte per me è stato un grandissimo, mi ha aiutato a livello mentale, sul non mollare, sul lavorare, sull'essere un professionista e sul come fare i sacrifici dentro e fuori dal campo".

Il segreto per avere feeling con me? Giusto usare bastone e carota?
"Con me ha sempre funzionato. I giocatori questo lo capiscono. All'Inter facevano di tutto per farmi incazzare, soprattutto Barella, Handanovic, Brozovic e Sensi".

L'incidente di Eriksen?
"E' stato un momento difficile. Ho passato più tempo con la squadra che con la famiglia, per me i compagni sono fratelli per la vita. Quando è successo a Chris mi sono sentito male, giocavo sempre con lui alla play, eravamo vicini di camera. Spero che si senta bene e possa vivere una vita normale, che giochi o che non giochi. Mi interessa solo questo. E' un uomo d'oro, non parlava tanto ma è stato importantissimo per noi. Quando il mister ha trovato il modo di farlo giocare con Brozo lì la squadra si è trovata bene e l'abbiamo vista crescere. La partita più difficile a Euro2020 è stata con la Danimarca, non avevo dormito per 3 giorni".

Possibile un futuro alla Juventus o al Milan?
"Mai, mai, mai. La Juve ci ha provato, sì. Ma quando ho saputo che Conte sarebbe stato allenatore dell'Inter... Io non volevo parlare con la Juve, perché in Italia c'è solo l'Inter ed è sempre stato così. Ci ho parlato perché non avevo ancora ricevuto l'offerta dell'Inter, poi ho saputo di Conte e ho aspettato fino alla fine che il presidente Zhang facesse l'offerta allo United. Anche se la Juve avesse fatto l'offerta migliore avrei detto no, mai alla Juventus. In futuro o torno all'Inter o torno all'Anderlecht".

Un messaggio ai tifosi?
"Primo voglio scusarmi coi tifosi, il modo in cui me ne sono andato doveva essere diverso. Dovevo prima parlare con loro, perché le cose che hanno fatto per me restano per la vita. Spero di tornare all'Inter non a fine carriera, ma ad un livello buono e spero di vincere di più. Spero che capiscano i perché sono venuto al Chelsea, per la sfida che volevo. Ringrazio i tifosi italiani per il rispetto e l'amore, giocare in serie A è stato un sogno divenuto realtà. Speriamo di rivederci".
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