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Salernitana, la vittoria della speranza. Lescano non basta: servono 2 top player per colmare il gap
Non c’era alternativa alla vittoria. Per restare in scia delle prime della classe e alimentare il sogno promozione diretta, la Salernitana non poteva prescindere dal successo nel derby con il Sorrento. I granata, pur senza la spinta del proprio pubblico e con tante defezioni, hanno disputato un discreto primo tempo sfiorando a ripetizione il vantaggio, salvo poi calare nella ripresa lasciando in bilico il match a cospetto di un avversario in giornata no e che sembra aver subito una involuzione rispetto alla gestione Conte. Di note positive ce ne sono abbastanza. Terza gara di fila senza subire reti, 23 punti in campo esterno (nessuno ha fatto meglio nel girone C), terzo posto consolidato anche in virtù del crollo del Cosenza in questo 2026, Lescano a segno nel giorno dell’esordio con la maglia granata e distacco di sei punti da Benevento e Catania non indifferente, ma complessivamente colmabile se pensiamo che entrambe dovranno giocare all’Arechi che è uno stadio che, quando vuole, sa fare la differenza. Tuttavia lo 0-2 non deve alimentare facili entusiasmi o far pensare che l’arrivo del centravanti ex Avellino sia sufficiente per colmare le lacune della rosa. All’appello mancano ancora un difensore centrale rapido, un’alternativa a Villa a sinistra e un centrocampista di qualità. E se è vero che Berra e Arena sono cresciuti in queste ultime gare, è altrettanto vero che Carriero non basta per risolvere i problemi in mediana mentre Molina è quell’innesto che ha spiazzato tutti visto che non è quell’attaccante prolifico che può dare un contributo a chi deve lottare per la promozione diretta. E poi ci sono gli esuberi. Coppolaro e Frascatore sono già andati via, Ubani saluterà la compagnia a breve e andrà quasi certamente a Cava dei Tirreni, il Ravenna è su Varone, mentre Knezovic attende soltanto di conoscere la nuova destinazione. Anche uno tra Ferrari e Liguori potrebbe essere sacrificato, a meno che Inglese non alzi bandiera bianca per questo problema alla schiena restando fuori lista a causa di tempi di recupero che restano incerti e non brevi.
Raffaele, dal canto suo, è chiamato a dare un gioco più convincente alla squadra. Vincere 12 gare su 13 con un gol di scarto senza mai ottenere un successo rotondo e schiacciante fa riflettere, soprattutto in virtù della forza di un Catania impenetrabile in difesa e di un Benevento che viaggia alla media di tre gol a partita specialmente tra le mura amiche. Insomma, sensibili passi in avanti, ma non tali da far pensare che il peggio sia alle spalle. Il mister e il direttore sportivo Faggiano guadagnano in extremis la riconferma dopo essere stati fortemente in discussione, ma la società pretende il massimo ancor di più dopo l’investimento milionario per Lescano. Al ds verrà chiesto di sfoltire la rosa e di aggiungere due tasselli di spessore, senza farsi scappare calciatori ormai virtualmente presi come accaduto con Casasola, Capuano, Fischnaller, Cuppone e Chiricò. Nel frattempo domenica arriva il Giugliano e la Salernitana sarà chiamata a non sottovalutare l’impegno, in uno stadio che potrebbe essere più gremito rispetto al deserto del match col Cosenza anche grazie alla scelta del club di regalare biglietti agli studenti di Salerno e provincia per rasserenare il clima dopo la protesta degli ultras e del Centro di Coordinamento. Tra i protagonisti annunciati c’è senza dubbio Gyabuaa, migliore in campo ieri pomeriggio e già leader di un centrocampo spesso lento e macchinoso e che aveva bisogno come il pane di un elemento con le sue caratteristiche.
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