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Raffaele esonerato dalla Salernitana, Mariotti lo difende: "Troppo facile scaricare tutto sull’allenatore"
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Nel corso dell'appuntamento pomeridiano di A Tutta C, programma in onda dal lunedì al venerdì sulle frequenze di TMW Radio e su Il 61, è intervenuto Marco Mariotti, tecnico dell'Atletico Lodigiani che in carriera ha allenato anche Arezzo e Torres fra la altre:
Mister, partiamo dal tema del giorno in Serie C. Al netto delle gare in programma questa sera, con il Vicenza che potrebbe tornare a +16 sulle inseguitrici, l’argomento principale è l’esonero di Giuseppe Raffaele in casa Salernitana. Senza entrare nelle dinamiche interne, le chiedo un giudizio sulla stagione granata.
«Quando una società retrocede, le pressioni diventano enormi, soprattutto se parliamo di una piazza come Salerno, con una storia e un passato recente di categoria superiore. La retrocessione non è stata digerita e obiettivi e aspettative sono altissimi. Il girone C, poi, somiglia molto a una Serie B: Benevento, Catania e tante altre sono piazze attrezzate. Se guardiamo ai monte ingaggi, tra le prime posizioni ci sono soprattutto squadre di questo girone. È un campionato altamente competitivo sotto tutti i punti di vista».
Mariotti sottolinea poi un concetto ricorrente nel mondo del calcio: «L’allenatore è un uomo solo con la valigia sempre pronta. Quando i risultati non arrivano paga lui, ma le responsabilità sono sempre condivise: società, dirigenti, squadra. È una legge non scritta che va avanti da sempre e probabilmente durerà sempre».
La Salernitana è attualmente terza a quota 50, distante 14 punti dal Benevento capolista. Considerando che in Serie C viene promossa direttamente solo la prima e che i playoff rappresentano spesso una lotteria, ha senso cambiare guida tecnica ora?
«Nel calcio non sempre le scelte seguono una logica razionale. La sua è un’osservazione pertinente, ma per giudicare bisognerebbe conoscere le dinamiche interne. A volte vengono esonerati allenatori che sono primi in classifica. Senza conoscere le situazioni nello spogliatoio o eventuali problemi, è difficile esprimere un giudizio definitivo. Da allenatore, tendo sempre a difendere la categoria: è troppo facile scaricare tutto su chi siede in panchina».
Mariotti aggiunge: «Ho letto che la decisione sarebbe stata presa dal presidente. Senza i presidenti non potremmo fare questo mestiere, perché sono loro a sostenere economicamente le società. Se la scelta è sua, è legittima. Però, non conoscendo i motivi reali, è meglio usare prudenza».
Spostiamoci sugli altri gironi. Il Vicenza, in caso di vittoria contro la Virtus Verona, tornerebbe a +16: un vantaggio importante. L’Arezzo, invece, ha sette punti sul Ravenna. Sono margini gestibili?
«Parto dal Vicenza: faccio i complimenti alla società e allo staff. L’allenatore è un amico, abbiamo fatto il corso insieme. È una squadra forte e sta meritando tutto. Mi piace sottolineare un aspetto: nel roster ci sono diversi giocatori cresciuti nel settore giovanile. Si parla tanto di giovani, ma poche società investono davvero. Il Vicenza è lungimirante e merita la promozione».
Sull’Arezzo, Mariotti ha un legame personale: «Tre anni fa ero lì, so quanto sia difficile risalire subito dopo una retrocessione. Faccio il tifo per loro e per il direttore Cutolo, che è stato un mio giocatore. È vero che il vantaggio è di sette punti, ma con una gara in meno e con lo scontro diretto in casa contro il Ravenna. In caso di risultato positivo, la strada sarebbe in discesa. Hanno rinforzato bene la squadra, con innesti importanti: è un organico già pronto per la categoria superiore».
Infine il Ravenna, neopromossa ma protagonista di un campionato di vertice. Se lo aspettava?
«Sì, assolutamente. L’anno scorso li ho affrontati e mi hanno fatto un’ottima impressione. Sono organizzati, sia tecnicamente che a livello societario. Hanno una proprietà forte, stanno investendo anche nelle infrastrutture, con un centro sportivo importante. Sono segnali chiari di una società ambiziosa. Non è scontato vincere subito, ma Ravenna tornerà stabilmente in categorie importanti».
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