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Salernitana, settimana decisiva per l'addio di Iervolino. SOS Cosmi: "Così non va"TUTTO mercato WEB
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 08:49Serie C
di Luca Esposito

Salernitana, settimana decisiva per l'addio di Iervolino. SOS Cosmi: "Così non va"

Proprio quando sembrava tornato il sereno, ecco che in casa Salernitana scoppia di nuovo la crisi. La pesante battuta d’arresto dei campani in casa del Potenza ha messo in mostra nuovamente le lacune di un organico mal assortito in estate, non adeguatamente rinforzato a gennaio e che, da dicembre in poi, ha viaggiato a una media punti da metà classifica. Nulla è cambiato con il cambio di guida tecnica, visto che con Cosmi i granata continuano a palesare gli stessi limiti che avevano contraddistinto la gestione Raffaele. La squadra subisce tanti gol, costruisce pochissimo in avanti, ha un centrocampo lento e compassato e tanti calciatori stanno vivendo una involuzione clamorosa. Donnarumma, criticatissimo dai tifosi, non sta fornendo adeguate garanzie alla retroguardia. Capomaggio viene considerato un titolare inamovibile pur avendo collezionato 4 in pagella, Ferrari è a secco addirittura da dicembre, Villa è lontano parente dell’esterno propositivo ammirato fino a novembre e gli acquisti fatti in inverno non hanno dato alcun apporto alla causa fatta eccezione per Gyabuaa (che nelle ultime due gare è rimasto in panchina a favore del baby Di Vico) e per un Lescano spesso anonimo nell’arco dei 90 minuti, ma comunque a segno ben 7 volte in meno di due mesi. Se a quest’analisi aggiungiamo che Ferraris continua a non giocare, che Cosmi ha comunque riproposto il modulo adottato dal suo predecessore e che il secondo posto si è allontanato irrimediabilmente è lecito rivalutare il lavoro di Raffaele e rendersi conto che, col materiale umano a disposizione, era stata un’impresa sportiva ritrovarsi in vetta per tre mesi. Il vulcanico trainer granata, però, è apprezzato dalla tifoseria per la schiettezza che mostra in conferenza stampa. Quanto detto nel post Potenza non lascia spazio a interpretazioni: “Facile dire “Siamo la Salernitana”: se poi facciamo queste partite di m… restano solo parole. Già nei giorni precedenti avevo visto cose che non mi piacevano, purtroppo è una squadra che non è abituata a vincere. La colpa non è degli allenatori, è evidente manchi qualcosa. In questo modo ai playoff usciamo al primo turno, mi porto addosso il peso di un’umiliazione che la nostra tifoseria non meritava”. Col Benevento sarà un banco di prova essenziale non solo per tenere a debita distanza Cosenza e Casertana (che hanno un calendario migliore), ma anche per capire se si sia trattato solo di un pomeriggio negativo o se la Salernitana rischi di essere per davvero una semplice comparsa negli spareggi promozione. Naturalmente le responsabilità vanno ricercate altrove. La piazza invoca l’esonero del direttore sportivo Faggiano e i fatti imporrebbero una seria riflessione nei confronti di chi, pur avendo un altro anno di contratto, certamente non sarà riconfermato a giugno. Il distacco abissale dalla vetta, le lacune della rosa in tutti i reparti, il rapporto con tifoseria e stampa e il nervosismo sfociato spesso in espulsioni costituiscono elementi sufficienti per parlare di un autentico flop; non a caso, come capita ciclicamente, torna di moda il nome di Angelo Fabiani per la sostituzione. A questa rosa mancano come il pane un portiere che quantomeno si giocasse il posto con Donnarumma, un difensore centrale rapido, una alternativa a Villa sulla sinistra, un regista, una mezzala di inserimento e un esterno in grado di saltare l’uomo nell’uno contro uno. E, a oggi, l’addio di Varone e Liguori abbinato al rendimento mediocre o nullo di Carriero, Arena, Molina e Antonucci spingono ad attribuire un voto molto basso anche al lavoro fatto a gennaio, con il solo intervento della proprietà che ha permesso di assicurarsi le prestazioni di Gyabuaa e Lescano. A luglio, comunque vada a finire la stagione, l’organico sarà rivoluzionato ed è questo altro elemento che depone a sfavore del ds che, dopo aver fallito la B a Catania, rischia seriamente di fare il bis a Salerno. Sta incidendo anche il discorso societario? Senza dubbio non avere punti di riferimento che responsabilizzino il gruppo sta avendo il suo peso. Iervolino si è defilato e spera di cedere il pacchetto azionario entro la fine della settimana (FIGC permettendo), Milan ricopre ancora la carica di presidente ma è totalmente assente sul territorio, Pagano è l’unico del club a seguire la squadra in casa e in trasferta, ma non ha l’esperienza necessaria nel mondo del calcio per gestire momenti delicati all’interno di uno spogliatoio molto meno compatto rispetto a quanto si vedeva in avvio di campionato. “Non è normale cambiare società mentre ci si gioca qualcosa, le notizie poi escono sempre nel giorno delle partite” ha detto Cosmi post Crotone, lui che era stato chiamato da Iervolino con rassicurazioni sulla programmazione salvo poi ritrovarsi quasi senza interlocutori con cui confrontarsi nel quotidiano e con un contratto che scadrà il 30 giugno. In ogni caso Cristiano Rufini si è detto pronto a iniziare quest’avventura: rileverebbe la società a una cifra simbolica impegnandosi a corrispondere 6 milioni di euro a Iervolino in caso di B e 15 qualora i granata tornassero in A, con un 20% al proprietario uscente se ci sarà una futura rivendita. Iervolino, dal canto suo, ha messo a posto i conti presentando una fideiussione alla FIGC, ora tocca a Rufini che avrà tempo fino al 30 aprile per rispettare quanto previsto dal preliminare sottoscritto 20 giorni fa. In città c’è scetticismo. Da un lato la stragrande maggioranza dei tifosi è felice dell’addio di Iervolino che, pur avendo investito tanto, ha disatteso molte promesse portando la Salernitana dalla A al terzo posto in C. Dall’altro ci si interroga sulle reali possibilità dei potenziali subentranti: ci sono mezzi e competenze per restituire in breve tempo la massima serie a una piazza che, anche in Lega Pro, garantisce 13mila spettatori in casa e 1500 in trasferta?