Tra ambizione e coraggio: siamo al bivio della stagione, è il momento di osare. Buon anno ai tifosi granata
Restare agganciati alla vetta è stato il primo obiettivo stagionale, quello minimo, quasi obbligato dopo due retrocessioni consecutive che hanno lasciato scorie profonde nell’ambiente. La Salernitana lo ha centrato: il girone d’andata si è chiuso a ridosso di Benevento e Catania, con numeri solidi, una classifica corta e la sensazione di poter dire la propria fino in fondo. Ma ora non basta più. Perché il girone di ritorno non perdona e perché restare in scia, senza cambiare passo, rischia di trasformarsi in una lenta resa.
La fotografia è chiara: Benevento e Catania hanno più profondità, più alternative, più soluzioni immediate. La Salernitana ha invece costruito il suo percorso su compattezza, sacrificio e vittorie di misura. Un modello che ha funzionato, ma che ha mostrato anche limiti evidenti, soprattutto quando gli infortuni hanno ridotto al minimo le rotazioni. Continuare così significa affidarsi a un equilibrio fragile, dove ogni defezione pesa il doppio e ogni errore rischia di costare carissimo.
È per questo che gennaio diventa il vero spartiacque della stagione. Non una rivoluzione, ma nemmeno una finestra da attraversare in punta di piedi. Servono scelte coraggiose, mirate, funzionali. È il momento di osare, nel senso più concreto del termine: intervenire dove serve davvero, senza paura di toccare equilibri che, per quanto positivi, non sono intoccabili. La Serie C non premia chi aspetta, ma chi accelera quando gli altri rallentano.
Osare significa anche cambiare mentalità. La Salernitana deve smettere di guardarsi indietro, di pensare a ciò che è stato e alle ferite ancora aperte. Il passato recente spiega tante cose, ma non può più essere un alibi. Questa squadra ha dimostrato di saper soffrire, di saper reagire, di sapersi rialzare. Ora deve dimostrare di saper comandare, di saper imporre il proprio ritmo, di saper vincere anche senza l’ansia del 'corto muso'.
Raffaele ha dato un’identità chiara al gruppo, valorizzando uomini e idee. Ma anche l’allenatore, come la squadra, è chiamato a un salto ulteriore: trasformare la solidità in ambizione, la prudenza in convinzione. Avere più soluzioni offensive, più qualità tra le linee, più alternative in difesa e a centrocampo non serve solo a coprire le emergenze, ma a mandare un messaggio al campionato. La Salernitana è lì. Non è prima, ma è abbastanza vicina da poter cambiare la storia della stagione. A patto di non accontentarsi. A patto di non aspettare che siano gli altri a sbagliare. A patto di scegliere, adesso, di essere protagonista fino in fondo. Il girone di ritorno non è una continuazione: è un nuovo campionato. E chi vuole vincerlo deve iniziare a farlo prima nella testa, poi sul campo.
Con il 2025 che volge al termine, è il momento anche di alzare lo sguardo e guardare avanti. A tutti i tifosi granata va il nostro augurio di un felice anno nuovo, ricco di gioie, entusiasmo e, naturalmente, di tante soddisfazioni sportive. Che il 2026 possa portare alla Salernitana la continuità, la determinazione e i risultati che tutti sperano: nuovi successi, rimonte emozionanti e un cammino che faccia battere forte il cuore dell’Arechi e di chi ama questa maglia. Buon anno nuovo a tutti, con la speranza di vivere insieme un girone di ritorno indimenticabile.






