Non è ancora da primo posto, ma sta diventando più pericolosa
C’è una domanda che a Salerno sta iniziando a circolare nelle ultime ore: la Salernitana è davvero tornata in corsa? Non per il primo posto, sia chiaro. Almeno non ancora. Ma per qualcosa di molto più concreto: per diventare una presenza scomoda, fastidiosa, destabilizzante per Benevento e Catania. La famosa 'terza incomoda' che nessuno vorrebbe alle spalle.
A Potenza è arrivata la seconda vittoria consecutiva. Senza fronzoli, senza spettacolo e senza euforia. Ma con una solidità che fino a poche settimane fa sembrava un miraggio. Tre partite consecutive senza subire gol non sono un dettaglio statistico, sono un segnale, forte. E dentro questo segnale c’è anche il lavoro, silenzioso, di chi è arrivato a gennaio. Lescano segna, Molina può essere utile per far rifiatare gli altri attaccanti, Gyabuaa mostra personalità, ma anche Carriero, Berra e Arena stanno dando equilibrio vero a una difesa che ora appare finalmente più affidabile. Non perfetta, ma organizzata. E in Serie C, spesso, basta questo per restare in alto.
La classifica racconta una storia interessante. Davanti Benevento e Catania scappano a 51, ma dietro non c’è più ressa. Casertana ferma, Cosenza fuori dai giochi, distacco scavato. La Salernitana è terza a 45 ed è sola. E allora forse è il caso di ribaltare la prospettiva: non chiedersi se i granata possano raggiungere le prime due, ma chiedersi se le prime due possano davvero dormire sonni tranquilli perchè rispetto ai granata ora hanno forse qualcosa in più da perdere.
Qui arriva la parte scomoda del discorso. Perché se questa squadra, che fino a qualche settimana fa arrancava, oggi viaggia con continuità, immaginate cosa potrebbe diventare con un ulteriore innesto mirato. Non una rivoluzione. Non un altro attaccante. Ma un giocatore di qualità tra le linee. Un centrocampista creativo. Un trequartista vero. Uno capace di alzare il tasso tecnico, di accendere una partita bloccata, di servire gli attaccanti invece di costringerli sempre a inventarsi il gol da soli grazie a qualche furbata (bella quella di Capomaggio).
Il mercato è quasi finito. Sette acquisti sono già tanti. Ma il rischio più grande ora sarebbe pensare: 'Siamo a posto così'. No, la Salernitana è a buon punto. Che è molto diverso. Perché Benevento e Catania restano più forti sulla carta. Hanno organici costruiti per vincere. Ma anche qualche fragilità. E il calcio, si sa, premia chi arriva forte nel finale più di chi parte forte a settembre o viaggia a ritmi elevatissimi a gennaio.
La provocazione è semplice: questa Salernitana non è ancora da primo posto. Ma non è nemmeno una squadra da 'accontentiamoci del terzo'. Sta esattamente in mezzo. Nel punto più pericoloso. E se la società avrà il coraggio di aggiungere l’ultimo tassello giusto, allora sì che potremmo smettere di parlare di 'rimonta impossibile' e iniziare a parlare di 'fastidio concreto'. Perché le grandi rimonte non nascono dai proclami. Nascono da serie silenziose, difese solide e mercato intelligente. E qualcosa, a Salerno, sta iniziando a muoversi davvero.






