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Faggiano-Raffaele, un disastro annunciato e che parte da lontano. Società, e ora?TUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Luca Esposito
per Tuttosalernitana.com

Faggiano-Raffaele, un disastro annunciato e che parte da lontano. Società, e ora?

Può meravigliarsi della crisi della Salernitana soltanto chi non ha visto le partite di quest’anno  o chi ha dato credito a una parte dell’ambiente che ha prospettato scenari del tuo lontani dalla realtà dei fatti talvolta con il solo obiettivo di guadagnarsi un’ “esclusiva”. Chi, come noi, vuol bene davvero alla Salernitana e ha rispetto dei tifosi ha invece invitato tutti a tenere i piedi per terra rimarcando che quel primo posto fosse assolutamente illusorio, momentaneo e casuale. Dov’erano gli ottimisti di professione quando si partiva per il ritiro con una rosa largamente incompleta, con gente non adatta al sistema di gioco dello staff tecnico e con un Primavera del Sassuolo che ha dovuto attendere un mese prima di firmare perché l’obbligo era quello di cedere?

Davvero una città reduce da due retrocessioni di fila meritava un organico di tale livello, con una guida tecnica che non ha mai vinto la C e che veniva messa in discussione già dopo la coppa Italia in diretta dal parcheggio della tribuna? E poi il girone d’andata: vittorie solo di misura, sofferenza anche in 11 contro 10, rendimento interno deludente, formazione sempre stravolta, tanta confusione tattica e qualche singolo che la risolveva nei minuti di recupero. Quando la garra è finita ecco che sono emersi i limiti di una rosa costruita male e corretta peggio. Benedetti furono gli striscioni esposti dagli ultras, altrimenti oggi avremmo giocato con Molina centravanti e non con Lescano.

E il capolavoro finale, con Liguori atteso un mese e mezzo ceduto al Foggia per prendere Antonucci non al top, certifica che il primo a dover essere seriamente messo in discussione è il direttore sportivo. E’ lui ad aver difeso strenuamente l’allenatore, è lui ad aver detto cose che non si sono verificate, è lui aver parlato in maniera entusiastica della società che peggio sta facendo nella storia del club granata. Quirini, Ubani, Frascatore, Coppolaro, Capomaggio, Tascone, Carriero, Longobardi, Arena, De Boer…quanti flop! E dire, dopo aver sbagliato tanto, che “è l’anno zero” sa tanto di “mani avanti”, visto che in estate si sbandieravano obiettivi totalmente diversi.

Alla fine pagherà lo staff tecnico (tardivamente) ma siamo certi che un altro manico possa risollevare le sorti di un gruppo che si abbracciava sotto la curva solo dopo le vittorie salvo poi sgretolarsi per assenza di leader alle prime difficoltà? Dove sono il difensore centrale, l’esterno sinistro e il centrocampista di qualità che mancavano? La verità è che la Salernitana, a inizio febbraio e con un calendario che strizzava l’occhio in quest’avvio di 2026, è a -11 dalla vetta, teoricamente -12 visto che difficilmente sarà ribaltato al ritorno il 5-1 nel Sannio dell’andata. Lì bisognava intervenire, lì una società ambiziosa avrebbe dovuto prendere in mano la situazione senza farsi ingannare dal primo posto.

Vorremmo sentire oggi il parere di Milan, uno di quelli che parlava di stagione del riscatto e che si sta defilando pur mantenendo la carica di presidente. Vorremmo ascoltare Pagano, colui che invitava a non far perdere la pazienza a un patron che, pur avendo speso tanto, ha preso la Salernitana in A portandola a un anonimo terzo posto in C. Vorremmo capire perché chi prometteva l’Europa non può garantire un anno da protagonisti in quella serie che, con la società precedente, Salerno aveva messo nel dimenticatoio. Forse quando martedì vedranno l’Arechi deserto come non accadeva nemmeno in D inizieranno a capire quale patrimonio d’entusiasmo abbiano disperso.