Altro torto ai granata: Di Francesco bocciato. Molti dubbi sul gol annullato
Nessun alibi, ci mancherebbe. Non si può certo giustificare la figuraccia di ieri sera con gli errori arbitrali. Ma la performance del signor Di Francesco è stata negativa almeno quanto quella dei calciatori con la maglia biancazzurra. L’episodio chiave si è verificato al minuto numero 72, quando la Salernitana era riuscita a segnare il gol del pareggio con una bellissima conclusione di Gyabuaa dai 20 metri. Il fischietto laziale ha fermato tutto sanzionando un presunto contatto tra Martinelli e Ferrari, ma le immagini mostrano nitidamente che il difensore di casa riesce a intervenire sul pallone senza subire alcun danno dal successivo e inevitabile contrasto con il centravanti ospite.
E’ vero che si tende molto ad agevolare il difendente in situazioni di questo genere, ma si trattava di un normalissimo scontro di gioco reciproco e con Ferrari che certo non poteva smaterializzarsi. Nessuna speranza, ovviamente, di una revisione all’FVS. E’ quel tipo di contatto cui entità viene valutata esclusivamente dall’arbitro “live” e che non può essere quantificata attraverso uno schermo. E mentre altrove il rigorino poteva cambiare la storia – con annesso recupero infinito – a Salerno l’elenco dei torti arbitrali continua a essere molto corposo.
Aggiungiamo anche due episodi dei quali si è parlato molto poco e che hanno contribuito a innervosire una squadra già con i nervi a fior di pelle e consapevole di vivere un momento di enorme difficoltà. Martinelli, come all’andata molto falloso, al 5’ della ripresa commetteva un intervento durissimo su Lescano nel tentativo di anticiparlo. C’erano gli estremi per la punizione dal limite e per il giallo ai danni del difensore, ma Di Francesco ha fischiato fallo a favore del Cerignola spingendo finanche Capomaggio a chiedere l’utilizzo della card.
Al 70’, invece, gomito largo di Cretella sul volto di Achik e, per la seconda volta, l’arbitro ha fatto ripartire il gioco con un calcio di punizione a favore dei padroni di casa mentre l’esterno granata era a terra visibilmente dolorante. Se pensiamo al rigore per il Sorrento all’andata, a quelli non fischiati alla Salernitana contro Atalanta23, Monopoli e Cavese, al gol probabilmente in fuorigioco dell’Altamura e a tutto ciò che Toma Mbei combinò proprio nella partita d’andata con il Cerignola possiamo dire che manchino alla classifica quei 6-7 punti che non cambierebbero i giudizi, ma che avrebbero permesso di tenere in vita il sogno promozione.






