Salernitana, la mossa di Raffaele che ha riacceso i granata
Il cambio di sistema ha dato risposte immediate, il passaggio dal 3-5-2 al 3-4-2-1 ha restituito equilibrio e soprattutto imprevedibilità offensiva a una Salernitana che nelle ultime settimane era diventata leggibile. L’inserimento di un uomo offensivo in più, con Achik e Molina a supporto di Lescano, ha allargato le maglie della difesa del Casarano e creato superiorità tra le linee.
La squadra è sembrata più corta e compatta ma anche più aggressiva. Capomaggio, riportato nella linea difensiva a tre, ha garantito coperture preventive più efficaci, ma anche ripartenze veloci. In mezzo al campo Gyabuaa ha fatto da perno, schermando e distribuendo con ordine, mentre Carriero e Achik (che ha giocato a tutto campo tra le linee, anche se leggermente spostato sulla sinistra) ha potuto accompagnare l’azione senza perdere equilibrio.
Offensivamente, la presenza di due trequartisti (o due attaccanti a seconda della posizione di Molina) ha facilitato le combinazioni rapide e gli inserimenti centrali. Il primo gol nasce proprio da un’occupazione migliore dell’area, con più uomini dentro i sedici metri. Anche in fase di non possesso la squadra ha pressato con più sincronismo, evitando di allungarsi. Non una rivoluzione totale, ma un aggiustamento mirato che ha dato nuove soluzioni. La sensazione è che questa possa essere la base su cui costruire il finale di stagione, soprattutto con il rientro di Antonucci.






