Società assente anche a Cava. Involuzione e -11 dalla vetta, il mister resta?
Ancora una volta Danilo Iervolino e Maurizio Milan non erano al fianco della Salernitana. In una partita molto importante e sentita, in un ambiente che si preannunciava ostile ai colori granata, la presenza di esponenti della società sarebbe stata utile, quasi doverosa. E invece il proprietario e il presidente hanno seguito la partita a distanza, senza rilasciare una sola dichiarazione nè sull'ennesimo torto arbitrale subito, nè sull'ennesimo passo falso che allontana ulteriormente la Bersagliera dal primo posto.
Assodato che chi spara a zero sulla guida tecnica continua a fornire alibi alla proprietà, condividiamo con i lettori una riflessione. Se tutti concordano che la Salernitana sia in involuzione, che si sbaglino cambi e formazioni, che il -11 dal Benevento non rispecchi i valori della rosa e che il secondo tempo di oggi sia stato pessimo come quelli con Siracusa, Giugliano, Cerignola, Foggia e tanti altri, perchè chi è a capo della società e avrebbe l'obbligo morale di riportare Salerno dove è stata presa persevera nel riconfermare Raffaele e Faggiano quantomeno per dare un segnale e per prepararsi agli spareggi non come comparsa ma da protagonisti?
Se l'obiettivo è tornare in B non si può restare a guardare. Ci sono calciatori svogliati, che a stento esultano dopo un gol, che entrano con un atteggiamento che non piace a nessuno. Che fine ha fatto quel gruppo che si abbracciava con affetto quando si segnava, che si incitava per tutti e 90 minuti senza fare differenze tra titolari e panchinari e che aveva meritato il rispetto della piazza? E se anche la squadra avesse subodorato un distacco emotivo del club? Nel frattempo Raffaele resta e tutti sono d'accordo. Ma è ancora fiducia a termine?






