Salernitana, Cosmi e la missione di restituire un'identità
L'ultima sconfitta interna non è solo un ko: è una fotografia impietosa. La Salernitana produce, arriva, costruisce anche più del Monopoli per lunghi tratti, ma resta prigioniera dei propri limiti sotto porta e si fa colpire da un episodio che non può essere liquidato come semplice sfortuna: la lettura difensiva e la gestione della posizione del portiere diventano errori che si pagano a caro prezzo. Il copione non cambia. Anche con la squalifica e Ferrari a guidare dalla panchina, la Salernitana resta piatta, fragile e senza un’identità riconoscibile. Mancano ordine, intensità, personalità. E adesso non si può più fare finta di nulla: bisogna guardarsi alle spalle, perchè il fiato di chi insegue si sente eccome. Dopo tanto tergiversare la decisione alla fine è arrivata, diretta conseguenza dell'ennesima domenica amara.
Addio al progetto Pino Raffaele, nessun tentativo di imitare l'Avellino lo scorso anno con Biancolino ed il Benevento quest'anno con Floro Flores e Guglielmo Stendardo resta alla guida della Primavera. Riesumato così Serse Cosmi, ormai opinionista di fiducia delle reti Mediaset e lontano dal campo, almeno materialmente. La missione è chiara: imprimere una scossa immediata e rimettere la squadra in carreggiata nella corsa alle posizioni che contano. Cosmi arriva con il suo carattere diretto, la capacità di compattare il gruppo e l’abitudine a lavorare sotto pressione. In un momento in cui la Salernitana ha bisogno di certezze e di un riferimento forte, la scelta della società punta su una figura esperta, chiamata a ridare identità e ambizione a un ambiente che vuole tornare protagonista. A Salerno non si accetta la presunzione, si chiedono risposte. E se la scossa dovrà arrivare, non potrà essere parziale.






