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Segnare al 90', ma provare sensazione di tristezza: solo il cambio societario può ripagare l'amore della genteTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Ianuale/TuttoSalernitana.com
sabato 27 novembre 2021, 00:18Editoriale
di Gaetano Ferraiuolo
per Tuttosalernitana.com

Segnare al 90', ma provare sensazione di tristezza: solo il cambio societario può ripagare l'amore della...

Serie A, gol in trasferta al 90' e rimonta in extremis un campo storicamente ostile. Avessimo immaginato questa scena qualche settimana fa, ci sarebbe venuta la pelle d'oca. Invece, oggi, quando Bonazzoli l'ha buttata dentro abbiamo provato una sensazione strana. Certamente eravamo contenti, ci mancherebbe, ma la classifica attuale e il calendario da qui al 17 dicembre mettono i brividi e rendono questo pareggio non inutile, ma senza dubbio pericoloso e insoddisfacente. Tra domani e dopodomani giocheranno tutte le compagini di bassa classifica, c'è il rischio di staccarsi ancor di più dalla quartultima posizione e conquistare appena un punto tra Spezia, Empoli, Sampdoria e Cagliari certifica, ahinoi, le carenze strutturali dell'organico e i difetti di una squadra sicuramente falcidiata dagli infortuni, ma che in tanti elementi non è adatta alla categoria. Specialmente per motivi di inesperienza. Non è stata una bella Salernitana, diciamolo subito. Sulla falsariga della formazione spenta e rinunciataria che una settimana fa perdeva per 2-0 in casa contro una Sampdoria abbordabilissima. L'atteggiamento del secondo tempo, in particolare, non è piaciuto a nessuno e vien da chiedersi, sul piano del gioco, cosa abbia dato in più Colantuono rispetto al suo predecessore. Per fortuna, stavolta, dopo lo svantaggio c'è stato uno scatto d'orgoglio. Per 20 minuti un Cagliari inguardabile (ma assai esaltato dai cronisti di DAZN, anche questa non è una novità) è stato schiacciato nella propria metà campo fino al guizzo di uno stoico Bonazzoli, segnale evidente che sarebbe bastato un pizzico di coraggio in più per puntare all'intera posta in palio.

Vorremmo tanto vedere il bicchiere mezzo pieno e soffermarci sulla reazione, sul carattere, sul cuore, sulle "gufate" in vista delle gare delle dirette concorrenti. Stavolta purtroppo non ci riusciamo, è impresa difficile. 8 punti in 14 giornate e un potenziale -6 dalla zona salvezza alla vigilia delle partite contro Juventus, Milan, Fiorentina e Inter portano ad archiviare questo pareggio con tanta, ma tanta delusione. Certo, perdere poteva porre fine anticipatamente al campionato della Salernitana e quel missile di Bonazzoli racchiude la voglia del gruppo quantomeno di lottare e di ripagare l'amore della gente. Ma c'è solo una cosa che può restituire un pizzico di serenità e riavvicinare tantissime persone che non riescono a godersi questa benedetta serie A: annunciare il cambio di proprietà quanto prima, senza ulteriori proroghe e, possibilmente, con comunicati stampa diretti, chiari e privi di giri di parole che significano tutto e non significano niente. Salerno, di venerdì sera, ha garantito quasi 300 persone in Sardegna e non è un caso che quasi tutti i - pochi - gol segnati siano stati realizzati attaccando verso la propria curva. E martedì, al netto dei tanti "infiltrati" bianconeri, l'Arechi offrirà un colpo d'occhio eccezionale, con incasso record e una squadra che, siamo certi, con la bolgia della Sud saprà fare bella figura come accaduto con Atalanta e Napoli.

C'è la maturità per accettare un discorso del tipo "Vada come vada, ma c'è un grande progetto per il futuro: nella peggiore delle ipotesi risaliamo l'anno prossimo, ora chiudiamo a testa alta". A patto, però, che tutti i protagonisti di questa vicenda unica nel suo genere escano allo scoperto e dicano le cose come stanno. Lotito, legittimamente, ha tutelato i propri interessi e, senza offerte concrete, in estate ha pensato ad un trust per rientrare alla grande degli investimenti pregressi. E' nel suo sacrosanto diritto. Ma una società di calcio è azienda atipica, ricca di emozioni e sensazioni. Se a metà dicembre si è utlimi in classifica, si accetti di aver giocato non benissimo le proprie carte e si metta in preventivo di uscire definitivamente di scena con un prezzo più basso del previsto. Ora la Salerno sportiva merita un presidente, una figura di riferimento, una situazione di normalità e una pianificazione seria. In vista di gennaio, se il girone d'andata si chiudesse con un distacco colmabile. Direttamente per la prossima stagione se invece le cose peggiorassero ulteriormente.

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