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Le parole sono pietre ed Ederson è decisivo. Ma critiche eccessive
mercoledì 29 giugno 2022, 00:00Editoriale
di Lorenzo Portanova
per Tuttosalernitana.com

Le parole sono pietre ed Ederson è decisivo. Ma critiche eccessive

A cura di Armando Iannece

Bisogna attendere. Ovviamente, è plausibile l'ansia dei tifosi granata, che si augurano quanto prima che le diverse trattative portate avanti dal ds De Sanctis trovino finalmente uno sbocco positivo. Tuttavia, il mercato è ancora lungo, a dire il vero ufficialmente neanche sarebbe ancora iniziato, e pertanto, giudicare negativamente l'operato della società granata sarebbe, al momento, operazione ingenerosa. Tuttavia, qualcosa da registrare c'è, soprattutto sul piano della comunicazione. Nella vita le parole sono pietre, nel calcio ancora di più. Pertanto, se un presidente si sbilancia sulla permanenza di questo o quel giocatore, naturalmente il tifoso si attende che alle parole facciano seguito i fatti. Inutile nasconderlo, immaginarsi una riconferma di Ederson avrebbe rappresentato un punto di partenza notevole per la Salernitana, che le avrebbe consentito di partire con un centrocampo di assoluta qualità, che nei fatti è stato assolutamente decisivo nella cavalcata finale per la salvezza. Spiace per Lovato, calciatore promettente, ma la Salernitana i gol li prendeva anche dopo l'avvento di Nicola. Il quid in più è stato dato dal reparto offensivo, innescato da una zona nevralgica che ha visto anche l'apporto determinante di Bohinen e Lassana Coulibaly. Ma torniamo a Iervolino, patron ambizioso e ricco di progetti interessanti ma che nel mondo del calcio è entrato da poco e giustamente sta facendo apprendistato.  Le qualità non mancano, il carisma è notevole ma il ritiro è vicino e la soglia dell'80%, intesa come squadra già pronta per il romitaggio estivo dista ancora diversi chilometri. Niente di allarmante, ma ora alle parole devono seguire le tanto attese ufficialità per partire con slancio al prossimo campionato che vedrà già una madrina eccezionale calcare il prato dell'Arechi: la Roma di Mourinho. E non è poco...

A cura di Armando Iannece